Irisbus, lunedì gli operai sotto Palazzo Chigi
martedì, 17 luglio 2012
flumeri irisbus 16 7 12
Iannaccone alla Camera con la maglietta dell’Irisbus
Il gesto per solidarietà verso gli operai che si sono incatenati davanti Montecitorio
Arturo Iannaccone di Noi Sud interviene nell’Aula della Camera sul dl sviluppo indossando, sotto la giacca e sopra la cravatta, una t-shirt blu con la scritta di ‘Irisbus’. Il gesto e’ per solidarizzare con i lavoratori dell’azienda che hanno manifestato all’esterno di Palazzo Montecito
Resistenza Operaia
Lunedì 23 e Martedì 24 Luglio presidio degli operai della Irisbus davanti al Parlamento dove è prevista la discussione e il voto, entro martedì, sul decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti perla crescita del Paese per protestare contro chi ci ha abbandonato e per togliere la fiducia ad un governo che non ascolta.
QUANDO UN GOVERNO NON FA
CIO’ CHE VUOLE IL POPOLO,
VA CACCIATO VIA ANCHE
CON MAZZE E PIETRE. Sandro Pertin
“Lunedì 23 le tute blu manifesteranno a Roma davanti a Palazzo Chigi e per sabato 28 è prevista una grande manifestazione a Grottaminarda”. Lo rende noto il vice segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, aggiungendo che “per il quarto giorno consecutivo proseguono le proteste e l’occupazione del Municipio di Flumeri”.
“Nella giornata di ieri – aggiunge – le organizzazioni sindacali hanno incontrato il Prefetto di Avellino che si è detto disponibile a riferire a livello nazionale su quanto sta accadendo nel territorio irpino”. “Ora – conclude – il Governo convochi un tavolo di confronto perché è necessario avere risposte sul futuro dello stabilimento e garanzie per gli esodati. Il disagio dei lavoratori e delle loro famiglie cresce sempre di più e non possono continuare a vivere nell’incertezza”.
OGGI 18 luglio 2012 , ORE 17:30 CI SARA’ LA RIUNIONE AL COMUNE DI FLUMERI,E CI SARA’ RAI 2
Irisbus, fumata nera in Prefettura: dal Ministero nessuna notizia
fumata nera. Appena concluso in Prefettura l’incontro richiesto dal sindaco della cittadina ufitana Angelo Lanza e dai lavoratori Irisbus. Il prefetto ha sollecitato le istituzioni ministeriali sperando di sapere quanto prima una data. In effetti, a parte l’assoluta disponibilità, non è emerso nessun nuovo elemento. E’ stato questo un passaggio obbligato, “una visita di cortesia” come l’ha definita Meninno, ora bisogna aspettare. Il dato è che si ricomincia a parlare con le istituzioni per il tanto sospirato vertice a Roma, presso il Mise. Intanto persiste l’occupazione permanente del Municipio Flumerese. Gli operai dell’azienda di Valle Ufita hanno ricominciato a lottare per un’altra estate che si preannuncia di fuoco: lo scorso anno, precisamente il 13 luglio, si percorse la strada della Prefettura. Un anno dopo, a distanza di qualche giorno, la storia si ripet
Hanno trascorso la notte nella sede del comune. Il tempo scorre velocemente e vogliono
risposte circa il loro futuro lavorativo. «Siamo gente pacifica e ragionevole – rimarcano per
spiegare la decisione di impiantarsi nei locali comunali –, ma non abbiamo altri mezzi per far
sentire la nostra voce sia alle comunità locali sia alle autorità romane». Il loro fare incalzante ha caratterizzato la vertenza sin dall’inizio, oltre al fattore “attesa”. «Se non avessimo fatto così, oggi non se ne parlava più – sostiene Dario Meninno .
Siamo convinti che la nostra è una battaglia sana e soprattutto che l’Italia ha bisogno
della nostra produzione di autobus». Così si è aperta un’altra settimana.
Di buon ora, ieri mattina, le tute blu si sono presentate dinanzi al Municipio flumerese per chiedere all’amministrazione di farsi portavoce delle loro richieste: stabilire velocemente un incontro al MISE, avere certezze sui dipendenti Irisbus che rientrerebbero fra gli esodati, e inserire la vertenza Irisbus nel Decreto Legge “Misure urgenti per la crescita del Paese”. E’ stato il sindaco Angelo Lanza a riferire quanto detto al Capo Gabinetto della Prefettura di Avellino. «Le chiedo di attivarci per ottenere un incontro a Roma» spiegava al telefono il sindaco, mentre gli operai scrivevano su un foglio i nomi di coloro che sarebbero rimasti a Flumeri anche nella notte. «Stiamo facendo altri passaggi obbligati per farci sentire » dice Dario Meninno della Fiom – Il sindaco ha inoltrato la richieste del Consiglio di Fabbrica.
I tavoli dovrebbero essere due: quello permanente al Ministero che, stando agli accordi, c’è
l’impegno che in base alle richieste di una delle due parti si deve programmare un incontro, ma attendiamo ancora un seguito dopo lo scorso 16 gennaio, e poi attendiamo anche la convocazione di quello richiesto al Governo dai quattro segretari nazionali, Camusso, Angeletti, Bonanni e Centrella, per discutere anche del Piano Trasporti ».
Insomma, due fronti aperti ma sul quale non sembra esserci alcuna risposta. Si attende anche
il seguito dell’incontro svoltosi in Provincia con i deputati irpini e campani affinché si riesca a inserire la Irisbus nel Decreto Crescita. Una data almeno è arrivata nella tarda mattinata: il Prefetto accoglierà una delegazione mercoledì alle ore 12. Nella serata, infine, sono arrivati anche una decina di sindaci del circondario, convocati nell’immediato. Da quelli presenti, Ariano, Trevico, Sturno, Grottaminarda, Villamaina, Castel Baronia, San Nicola Baronia, si è pretesa una maggior solerzia per interagire con gli organi istituzionali altrimenti l’occupazione del comune di Flumeri andrà avanti ad oltranza.
Generoso Bruno, esponente del Pd si schiera dalla parte dei lavoratori. «Il finanziamento del Piano per il trasporto pubblico, all’interno delle misure per la crescita – dice – è la precondizione per favorire, da parte delle Regioni, il rinnovo del parco mezzi. Sono oltre 20.000 i bus fuori norma attualmente marcianti sul territorio nazionale e, presto, ineludibili, saranno le sanzioni U.E. per l’Italia»
Operai Irisbus occupano il Comune di Flumeri “Vogliamo risposte” Da il Fatto Quotidiano
Un tavolo ministeriale sulla vertenza prima di agosto, una risposta del governo alla richiesta unitaria dei sindacati di un incontro per discutere del futuro di Irisbus e del trasporto urbano in Italia, certezze rispetto alla questione degli esodati. “Fino a quando non avremo risposte su questi tre punti non ce ne andremo”. Gli operai della Irisbus hanno occupato il comune di Flumeri (AV) e da ieri sono in assemblea permanente nella sede del municipio della cittadina che ospita lo stabilimento della Fiat, di fatto chiuso da un anno. A nulla è servita la disponibilità del sindaco, che ha ottenuto un incontro con il Prefetto di Avellino per discutere della vertenza: da Roma non è arrivata nessuna risposta alle richieste delle tute blu, che continueranno l’occupazione del comune a oltranza. “Speriamo solo – dice Dario Meninno, Rsu della fabbrica – di non farci Ferragosto qui e di andare via prima”
13:17 16 LUG 2012
(AGI) – Avellino, 16 lug. – Hanno occupato il municipio di Flumeri e minacciano azioni eclatanti 250 operai della Irisbus, riprendendo le azioni di protesta per tentare di salvare lo stabilimento di Valle Ufita, che fino a un anno fa produceva autobus e che il gruppo Fiat ha deciso di chiudere. Gli operai chiedono la convocazione urgente di un tavolo interministeriale per discutere del futuro dello stabilimento che impegna circa 800 dipendenti e coinvolge altri 1200 lavoratori dell’indotto.
Dal municipio occupato pacificamente i manifestanti chiedono anche un impegno diretto del presidente della Regione Campania Stefano
La Chiesa si mobilita. Al Vescovo Giovanni D’Alise viene consegnata una lettera davanti ai cancelli dove, accompagnato da don Claudio Lettieri, è venuto a celebrare la Messa in segno di sostegno e solidarietà nei confronti degli operai e dell’intera Valle Ufita. Il Vescovo lancia un monito a politici e sindacati: “Nessuno vi condanna, ma siete voi a chiedere di interessarvi dei problemi. Ora risolveteli”.
Lettera al Vescovo
Egregio Monsignore
Innanzitutto ringraziamo lei e tutti i parroci che in questa battaglia per il pane e per la dignità, ci sostengono e ci hanno sostenuti fisicamente e spiritualmente. Da cristiani sappiamo che la Chiesa è l’istituzione più grande e più potente che ci sia, sappiamo che la parola ed il messaggio di Cristo possono aprire strade impensate e sconosciute, come fece Mosè quando, su indicazione divina, divise le acque del Mar Rosso permettendo al popolo ebraico di attraversarle e di fuggire dalla schiavitù. La Chiesa, il messaggio di Cristo, hanno sempre dato sostegno ai diseredati, agli sfruttati, ai deboli, anche il Papa ha difeso il lavoro inteso come pane e come dignità della persona. Infatti è proprio dalle parole del Papa che partiamo prima di descrivere brevemente la situazione in cui siamo e farvi un accorato appello chiedendovi di non abbandonarci e di aiutarci in tutti i modi in questa nostra lotta pacifica e sana a difesa del posto di lavoro, del territorio e della dignità di tutti noi . Dice Papa Benedetto XVI: “È importante tenere sempre presente che il lavoro è uno degli elementi fondamentali sia della persona umana, che della società. Le difficili o precarie condizioni del lavoro rendono difficili e precarie le condizioni della società stessa, le condizioni di un vivere ordinato secondo le esigenze del bene comune” e ricorda “E che dire poi della precarietà del lavoro, soprattutto quando riguarda il mondo giovanile? È un aspetto che non manca di creare angoscia in tante famiglie!” E ricorda che anche Gesù Cristo è stato un lavoratore, un falegname e che il lavoro, come disse proprio Giovanni Paolo II trent’anni fa a Terni, “ha occupato la maggior parte della sua vita su questa terra, ed è così entrato nell’opera della redenzione dell’uomo e del mondo”. Papa Benedetto XVI conclude la sua riflessione spiegando: “Già questo ci parla della dignità del lavoro, anzi della dignità specifica del lavoro umano che viene inserito nel mistero stesso della redenzione. È importante comprenderlo in questa prospettiva cristiana. Spesso, invece, viene visto solo come strumento di guadagno, se non addirittura, in varie situazioni nel mondo, come mezzo di sfruttamento e quindi di offesa alla stessa dignità della persona. Vorrei accennare pure al problema del lavoro nella Domenica. Purtroppo nelle nostre società il ritmo del consumo rischia di rubarci anche il senso della festa e della Domenica come giorno del Signore e della comunità”.
(Segue storia dello stabilimento)
Comitato a difesa della IRISBUS Valle Ufita
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