Il premier Monti a fine febbraio ad Avellino?
domenica, 29 gennaio 2012
Il premier
a fine febbraio ad Avellino? Dal Corriere del 29 1 2012
L’indiscrezione circola negli ambienti romani. Ad Avellino si potrebbe ripetere l’esperimento già fatto dal ministro Gianfranco Rotondi con il Governo che incontrò la città. Stavolta sarebbe il presidente del Consiglio Mario Monti, accompagnato da alcuni ministri del suo esecutivo, a fare visita alla città capoluogo per incontrare i sindaci dell’Irpinia e spiegare loro il programma di governo che tante reazioni, in positivo e in negativo, sta suscitando. Sarebbe stata già definita anche la data, che potrebbe essere il ventisette o il ventotto febbraio. Il premier si recherebbe al Teatro Gesualdo, diventata sede dei grandi appuntamenti istituzionali, da Ciampi a Napolitano ai presidenti della Regione.
Da ItaliaInformazioni (da http://www.italiainformazioni.it/giornale/economia/139271/fitch-declassa-litalia-quando-americani-sanno-essere-sufficientemente-intelligenti.htm)
Fitch declassa l’Italia. Quando gli americani non sanno essere sufficientemente intelligenti…
Che scena squallida quella della società americana di rating Fitch che ha deciso di declassare di ben due posizioni il rating del nostro Paese nel giorno del nostro maggiore successo dopo moltissimi mesi, mentre piazzavamo i nostri buoni del tesoro semestrali ad un tasso di interesse inferiore al 2% e incassavamo gli elogi fin troppo lusinghieri del Financial Times, di Olli Rehn, Commissario all’economia dell’Unione Europea, di Barack Obama e di Mario Draghi. Forse neppure gli Unni hanno raggiunto tale grado di ingenuità barbarica…
E sì, cari amici di Fitch, fate benissimo a rafforzare gli stereotipi, a ripetere come una campana stonata che l’Italia va malissimo essendo ormai essa diventata l’ago della bilancia nella lotta per la sopravvivenza e il potenziamento dell’Euro. Se l’Eurozona non va male, come fate voi e i vostri accoliti ad arricchirvi senza sudare e a continuare ad apportare desolazione e morte nelle nostre case, nuove sanguisughe, autentici vampiri, usurai new style.
Avete perfettametne ragione: Il ceto medio europeo deve rimanere pecorone e accettare incosciamente e irrazionalmente di diventare ogni giorno più povero per far diventare ogni giorno più ricco quell’1% degli ignobili speculatori americani. Immaginate, cari amici di Fitch, cosa succederebbe se la gente cominciasse a ragionare e ad unirsi ai professionisti di “Occupy Wall Street” o incominciasse a credere alle gravissi accuse che vi rivolgono i premi Nobel di casa vostra: Krugman e Stiglitz. Date il vostro pieno appoggio finanziario ai Repubblicani del Tea Party; non abbiate paura di spendere qualche centinaio di milioni di dollari per la disinformazione: vi ritorneranno con lauti interessi.
Avete fatto proprio bene a dare il ben servito all’Italia! E, diamine, bisogna punirli questi arroganti Italiani, i primi in Europa ad aprire un vero processo contro di voi, le tre sorelline a stelle e a strisce, commoventi! Il 24 di questo mese, i militari della Guardia di Finanza di Bari, per ordine della procura di Trani, hanno osato perquisire la vostra sede di Milano dopo aver compiuto cinque giorni prima simile perquisizione a quella della sorella maggiore S&P con l’accusa di aver manipolato il mercato con “giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti” sull’Italia: accuse da educande, qualunquemente parlando, se pensiamo alla scia di morte e di disperazione che i vostri giudizi, unitamente agli speculatori finanziari, stanno provocando in Europa.
Adesso anche il nuovo Presidente del Parlamento Europeo, pensa di limitare il vostro potere in Europa appoggiando una nuova legislazione in materia . Ma non è finita. L’Unione Europea sta facendo passi avanti nel tentativo di regolamentare il mercato dei derivati “over the counter” (quelli trattati fuori dai mercati regolamentati) che rappresentano 700 mila miliardi di Euro – 14 volte il PIL mondiale; l’80% delle transazioni finanziarie che oggi sfuggono ai nostri controlli e che rappresentano quel trading selvaggio di cui fanno parte le transazioni diaboliche note come “high frequency trading” che falsano totalmente il mercato.
Ma chi forse, cari amici di Fitch, sta ragionando troppo e rischia di prendervi seriamente per i fondelli più di ogni altro, è il nuovo Primo Ministro, Mario Monti che d’altronde vi conosce bene per i suoi trascorsi professionali. In due articoli magistrali apparsi sul Financial Times (FT) del 16 e del 18 gennaio scorsi a firma di ben tre illustri giornalisti: Peter Spiegel, Guy Dinmore e Giulia Segreti si afferma che “In una intervista apparsa tre giorni dopo i dowgrading di due posizioni da parte di S&P, Mario Monti ha dichiarato che egli non ha alcuna intenzione di contestare la stragrande maggioranza delle diagnosi effettuate dalle agenzie di rating sull’Italia; ma ha fatto presente che le analisi delle agenzie di rating sono sostanzialmente d’accordo sulla rotta che egli ha deciso di intraprendere a casa e a Bruxelles”. Nel secondo articolo, il FT scrive: “Mario Monti ha detto al nostro giornale che lui non solo è d’accordo con quasi tutto il contenuto dell’analisi effettuata da Standard & Poor’s ma ha aggiunto scherzosamente che l’avrebbe quasi potuto scriverla lui stesso!” What’s your opinion, my American friends?
Pensare che un popolo come quello Italiano, che ha conosciuto nel corso dei millenni grandi trionfi e grandi tonfi possa essere messo alle sbarre da un manipolo di rozzi e immorali speculatori che facciamo fatica a riconoscerli come americani, è fuori di ogni logica per un fatto molto semplice: questo popolo è ancora capace di pensare, di ragionare e di ricercare il bene comune per i propri figli e i propri nipoti e di battersi per i grandi principi che reggono la società civile: giustizia, equità e dignità umana.
Fitch confonde l’Essere con l’avere; le Scienze Umane con le tecniche finanziarie truffaldine; la volontà di potenza con la forza della verità. Fitch vuole la guerra e l’avrà fino in fondo e senza sconti da ambedue le parti.
Crisi. Difendiamo i cugini Greci contro lo strapotere della Troika (da http://www.italiainformazioni.it/giornale/politica/139311/crisi-difendiamo-cugini-greci-contro-strapotere-della-troika.htm)
appare oggi assolutamente scandaloso e barbarico quanto riportato dall’autorevole Financial Times e contenuto in una lettera inviata dalla Germania agli altri Governi della zona euro: “In considerazione dei risultati deludenti finora raggiunti, la Grecia dovrà accettare una cessione di sovranità per un certo periodo di tempo [esercitata da un Commissario UE] che avrebbe il compito di implementare il sistema di sorveglianza su tutti i capitoli della spesa pubblica del Paese ma soprattutto porre il veto qualora ci sia una decisione non in linea con i target di bilancio fissati dalla ‘troika’ Ue-Bce-Fmi”. Cessione di sovranità? Schiavitù di 11 milioni di abitanti?
Eh no! cara Merkel. Sono passati 2000 anni da quando i miei progenitori Romani e i tuoi progenitori Barbari erano accomunati dalla stessa tradizione di ridurre in schiavitù chi non pagava i propri debiti. Mi ero illuso che nell’Unione Europea del XXI secolo avevamo sostituito quella “usanza” con i principi di solidarietà e di sussidarietà anche perchè in fondo è conveniente per tutti, Germania compresa, che a questa situazione ha contribuito.
Naturalmente il Governo greco si è guardato bene dall’aderire ad una soluzione capestro del genere e dovrà ora decidere se vorrà seguire l’esempio dell’Islanda e dell’Argentina o tentare un accordo in extremis.
Le misure imposte dalla Troika, come sempre, sono state di natura restrittiva e quindi destinate a peggiorare e non certo a migliorare la situazione finanziaria. Il rapporto debito-PIL è del 160% e il prestito finora concesso è pari a 130 miliardi. Occorrerebbero ora altri 15 miliardi per tentare il salvataggio. Una soluzione ci sarebbe e sarebbe estremamente semplice:sarebbe sufficiente autorizzare la BCE a mettere a disposizione i 15 miliardi mancanti all’1% come ha fatto con le banche europee alle quali ha offerto ben 500 miliardi! Ma a proposito: siamo l’Europa delle banche o dei popoli? A noi, caro Mario Draghi, non va affatto bene che la BCE dia i nostri euro alle banche all’1% sapendo che poi li reimpiegheranno ad un tasso che va dal 5 al 10% mentre l’economia reale langue e il PIL segna una crescita negativa. Apprezziamo l’aumentata liquidità del sistema ma non può essere questo l’unico obiettivo. In fondo il sistema americano lo permetterebbe….
E’ vero che la regolamentazione attuale non lo permette ma le leggi si possono e si devono cambiare soprattutto in questo caso perchè – non dimentichiamolo – un fallimento della Grecia, trascinerebbe nel fallimento quasi sicuramente altri 10 milioni di cugini Portoghesi e non solo….
Il punto fondamentale allo stato attuale in Europa non è più soltanto la “logica del debito”. Siamo arrivati ad un bivio in cui dobbiamo fare una scelta di civiltà; dobbiamo scegliere tra “la logica di un capitalismo selvaggio e barbarico” che sta arricchendo a dismisura l’1% della popolazione a scapito del 99%, e “la logica naturale di una comunità ordinata secondo i più elementari principi della solidarietà e della sussidarietà dove il denaro è un semplice strumento e non certo il fine nella valutazione delle risorse umane ed economiche del teritorio che un Dio buono ha voluto metterea disposizione di tutti e non certo di bancheri speculatori!
Un bivio che non risparmierà certamente il nostro stesso Paese e di fronte al quale si troverà molto presto il nostro Mario Monti. In fondo, l’impresa lodevole e certamente titanica di rimettere ordine a casa nostra si rivelerà più semplice di quell’altra grande battaglia che si dovrà affrontare a livello europeo se vogliamo rifondare concretamente l’Europa delle Nazioni dalle pari dignità e dalle pari opportunità, fondamento di una pace e di un benessere duraturi.
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