Flumeri. Attività politica in vista delle regionali
martedì, 19 gennaio 2010
A Flumeri partiti e politici in fermento in vista delle regionali che per il momento presentano un solo candidato Presidente il 49 enne On. Stefano Caldoro.
L’Udc si organizza per il tesseramento
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Castelluccio: «Il partito sul territorio non esiste»
Tra i tanti interventi susseguitisi nel corso del lungo confronto di ieri pomeriggio a Morra De Sanctis, particolare rilievo va attribuito a quello pronunciato dall’onorevole Castelluccio, sicuro candidato per il PdL irpino alle imminenti regionali. Un discorso tutto rivolto al partito e funzionale a reclamare un radicale cambio di marcia per quel che concerne la gestione dello stesso sul territorio provinciale, soprattutto per quel che riguarda la necessità di una maggiore collegialità nei processi decisionali ed una maggiore attenzione nei processi di selezione delle classi dirigenti. «Per comprendere quanto lacunosa sia stata la gestione del partito sul territorio nel corso di questi mesi, basti pensare che il sottoscritto si è visto costretto a finanziare i manifesti per la campagna di tesseramento». Ma nel puntare il dito contro «una gestione fallimentare a cui occorre porre rimedio », Castelluccio non ha rinunciato a qualche stoccata anche nei confronti dell’Amministrazione provinciale. «Manca collegialità anche nelle scelte di Palazzo Cracciolo e questo non va bene. Se il partito non è stato in alcun modo chiamato in causa in relazione alla nascita della nuova società provinciale per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, stesso discorso vale per il confronto sui patti di reciprocità che ha condotto ad individuare nella piattafrma logistica in Valle Ufita il progetto portante attorno a cui dovrà essere costruito lo sviluppo futuro della nostra provincia. Perchè non a Montoro? Non è mia abitudine cedere alle polemiche ma da Palazzo Caracciolo mi sarei aspettato una diversa apertura nei confronti del partito». Altrettanto duro l’intervento dell’onorevole Pugliese che ricorrendo anche ad un pizzico di ironia, ha pesantemente attaccato i vertici provininciali del partito e la giunta provinciale. «Mi dispiace non vedere qui i miei coordinatori. Ma se il sottoscritto non vede l’onorevole Cosenza nemmeno a Roma è altrettanto vero che non sente l’assessore Cusano dal giorno dopo la chiusura delle urne. Considerata la levatura culturale e la storia politica dell’onorevole Gargani, la loro assenza non solo ha un evidente valore politico ma soprattutto un profondo significato sotto il profilo umano. Così facendo questi signori stanno distruggendo il partito ed è dunque arrivato il momento di dire basta a loro ma anche ad una giunta Sibilia ripiegatasi completamente sui voleri e sui diktat di De Mita e dell’UdC».
Anzalone -Piano-casa, una legge per i furbi
Luigi Anzalone * Stiamo assistendo, in queste settimane preelettorali, a un vero e proprio proliferare di convegni sul piano-casa, la legge approvata il 9 dicembre 2009 dal Consiglio regionale della Campania. Il convegno più recente è stato tenuto a Melito Irpino, avendo come relatori, al solito, l’assessore all’urbanistica Gabriella Cundari e il consigliere regionale del Pd Mario Sena. Lo scopo dei convegni, come risulta dai resoconti di stampa, è quello d’illustrare i grandi benefici che questa legge comporta per lo sviluppo delle attività edilizie e per l’occupazione. Singolari, pur se non inspiegabili in questi convegni appaiono, però, due cose. La prima è l’esclusione dalla partecipazione degli altri due consiglieri regionali irpini di centrosinistra: lo scrivente, anch’egli del Pd, che ha votato contro la legge, e il consigliere Angelo Giusto, di Sinistra e libertà, che si è astenuto. Eppure, il nostro non è stato un dissenso isolato. Nonostante l’accordo Pd-Pdl e la convergenza di quasi tutti i gruppi consiliari, ad eccezione di quelli dell’estrema sinistra e dell’Idv, la legge è stata approvata con appena 35 voti favorevoli, pur potendo contare su quelli di 52 consiglieri; 6 sono stati i voti contrari, 3 gli astenuti e 15 i consiglieri che non hanno preso parte al voto. La seconda singolarità di questi convegni è che ad essi siano invitati soprattutto i sindaci. Viene da chiedere agli illustri relatori se dicono ai primi cittadini che il «nostro» piano-casa esclude – diversamente da quanto previsto dai i piani-casa approvati dalle altre regioni – qualsivoglia partecipazione o intervento rilevante dei sindaci, delle giunte e dei consigli comunali alla sua direzione e gestione
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