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ELEZIONI PROVINCIALI 2014 PROVINCIA DI AVELLINO I RISULTATI CON GLI ELETTI


E’ Domenico Gambacorta (Forza Italia) il nuovo presidente della provincia di Avellino. Il sindaco di Ariano Irpino, che e’ anche vice coordinatore regionale del partito di Berlusconi, sostenuto dalla lista di Forza Italia e da quella del Ncd, ha battuto a sorpresa Paolo Foti (Pd), sindaco di Avellino, al foto finish: 50,36% contro il 49,07. Sulla carta, Foti disponeva di una percentuale vicina al 70% dei 1.284 voti di altrettanti sindaci e consiglieri comunali dei 118 comuni irpini. Nelle urne, complice anche la scheda separata con la quale si votava per il candidato presidente, il risultato e’ stato capovolto: la vittoria di Gambacorta e’ maturata soprattutto nei comuni di terza e quarta fascia, quelli cioe’ con una popolazione da cinquemila a trenta mila abitanti, dove si applica il cosiddetto voto ponderato. Alla chiusura dei seggi, ieri sera alle ore 20.00, aveva votato il 95,25 per cento degli aventi diritto, 1.226 elettori su 1.284. La sconfitta del candidato democratico, sostenuto dalla lista del Pd e da altre tre liste, compresa quella dell’Udc di Ciriaco De Mita, fa divampare subito lo scontro all’interno del Pd dove diverse componenti chiedono le dimissioni del segretario provinciale, Carmine De Blasio, e della segreteria. Paolo Foti ha accettato il risultato delle urne senza per il momento rilasciare dichiarazioni. Smentite le voci secondo le quali il sindaco di Avellino aveva annunciato le sue dimissioni. Lo scrutinio e’ ancora in corso a Palazzo Caracciolo, sede della Provincia, per la elezione dei dodici consiglieri provinciali.
Dal Corriere link

nuovo Consiglio provinciale:
Presidente: Domenico Gambacorta (Forza Italia e Nuovo Centrodestra)
Partito Democratico: 4 seggi (Farina, Lengua, Tuccia, Montanaro)
Forza Italia: 2 seggi (Moschella, Giaquinto)
Nuovo Centrodestra: 2 seggi (Aurigemma, Palumbo)
Alleanza Civica: 2 seggi (Alaia, Mariconda)
Davvero: 1 seggio (Festa)
Costituente Popolare: 1 seggio (D’Angelis)

Castaldo a Sky: “Il titolo di cannoniere? Penso alla squadra”

Il bomber biancoverde (da Irpina oggi link) Gigi Castaldo è stato intervitato da Sky Sport in uno speciale sull’Avellino. Il numero dieci attualmente è in testa alla classifica marcatori del campionato di serie B con quatto gol: “Il nostro obiettivo è quello della salvezza – ha affermato la punta – ma vogliamo migliorare quello che è stato il nostro rendimento lo scorso anno. Vogliamo regalare soddisfazioni importanti a tifosi e società”. Sul possibile titolo di cannoniere: “Non ci penso”

Ercolano, elettrosmog e casi di tumori rari tra i bambini. L’esperto: «Quella scuola va chiusa»


«Da scienziato, mi sento di affermare che quella scuola dovrebbe essere chiusa. Almeno fino a quando non saranno portati a termine
tutti i rilievi e monitoraggi sulla qualità dell’aria e sull’emissione di onde elettromagnetiche». La scuola in questione è la media «Ungaretti» di via Case Vecchie a Ercolano, e a parlare è il professor Gerardo Ciannella, direttore dell’Unità di Medicina Preventiva dell’ospedale Monaldi di Napoli e docente di Tisiologia e Medicina del Lavoro.

Da tre anni, il medico è impegnato con il Gruppo Salute Ambiente Vesuvio nello studio sull’incidenza di patologie polmonari, leucemie ed altri tumori nella popolazione che vive in contrada San Vito, nella parte alta di Ercolano: una zona ribattezzata la «Terra dei Fuochi» vesuviana per la ultradecennale attività di discariche abusive e roghi tossici.

Ma l’immondizia non è l’unico pericolo. Nel corso delle sue ricerche, infatti, Ciannella ha scoperto che in quella zona diversi bambini si sono ammalati di rare neoplasie cerebrali e li ha collegati alla presenza dell’elettrodotto che attraversa quell’area con cavi e tralicci a pochi metri dalle abitazioni.

«Nell’ambito della ricerca effettuata a San Vito, è emersa un’incidenza anomala relativa a tumori al cervello e leucemie – dice il professor Ciannella – In particolare, sono stati riscontrati casi di neuroglioblastoma, un tumore rarissimo tra i ragazzi minori di 14 anni. Si tratta di una patologia che, secondo i più recenti studi internazionali, può essere correlata alle radiazioni elettromagnetiche dei cavi dell’alta tensione. Il nesso tra malattia e l’elettromagnetismo ha una causalità scientificamente accertata: in casi del genere, i bambini sono maggiormente a rischio perché la loro teca cranica non è ancora completamente sviluppata e quindi, essendo più sottile, protegge meno la massa cerebrale al suo interno».

Già qualche mese fa, il medico del Monaldi aveva parlato di questo rischio al sindaco di Ercolano e a un ispettore scolastico, invitandoli a chiudere l’istituto e ad avviare una campagna di monitoraggio delle radiazioni nella zona. La scuola Ungaretti, invece, ha regolarmente riaperto i battenti per l’inizio dell’anno scolastico: «In assenza di risposte dal Comune – commenta Ciannella – ho inoltrato la mia richiesta all’Arpac. I cavi dell’elettrodotto passano a meno di cinquanta metri dal tetto della scuola e non si conoscono i reali valori della potenza emessa dall’impianto: anche solo in via precauzionale, quell’istituto va chiuso. Il rischio è troppo alto, i giovanissimi studenti sono esposti almeno sei ore al giorno a queste radiazioni. Stiamo parlando di inquinamento elettromagnetico: un nemico invisibile che non puzza, ma che colpisce lo stesso. In casi del genere, l’unica soluzione definitiva per eliminare i rischi sarebbe interrare i cavi dell’alta tensione. Non chiedo di arrivare a questo, ma che almeno si faccia un serio monitoraggio della qualità dell’aria intorno all’elettrodotto e delle onde emesse dall’impianto».

A dare triste conferma dell’aumento di mortalità infantile è l’ex parroco della zona: «Non ho mai celebrato tanti funerali come nel periodo in cui sono stato a San Vito – conferma don Marco Ricci – Per questo decidemmo di rivolgerci al primario del Monaldi per chiedere un supporto scientifico».

A seguito di questa collaborazione, a inizio estate, il Gruppo Salute Ambiente Vesuvio presentò gli sconcertanti dati di una ricerca coordinata dal professor Ciannella a San Vito: su un campione di 314 famiglie, 203 avevano avuto casi di leucemia e tumori, per lo più polmonari, probabilmente causati dall’amianto bruciato nei roghi di immondizia.

DAL MATTINO DEL 16 09 2014

Terna annuncia: “Stiamo smantellando i vecchi elettrodotti”

Terna annuncia: “Stiamo smantellando i vecchi elettrodotti”
«Stiamo smantellando i vecchi elettrodotti nel Sannio e in Irpinia». L’annuncio arriva da Terna e prova a sgomberare il campo dalle polemiche delle scorse settimane. «Entrato in funzione il nuovo elettrodotto a 380 kV tra Foggia e Benevento – riferisce l’ufficio stampa della società che realizza le infrastrutture elettriche – Terna Rete Italia ha dato il via alle prime demolizioni delle vecchie linee esistenti nelle province di Avellino e Benevento. In questi giorni, in particolare, l’azienda sta procedendo allo smantellamento del vecchio elettrodotto esistente nei comuni di Montecalvo Irpino, Ariano Irpino, Greci, Celle San Vito, Castelfranco in Miscano, Paduli, Casalbore e Pietrelcina. Questa prima fase di razionalizzazione della rete elettrica dell’area, che prevede lo smantellamento complessivo di 67 chilometri di vecchie linee esistenti, di cui 32 in Campania, e di 157 tralicci, di cui 76 in Campania, si completerà entro l’autunno. Una volta entrata in funzione la stazione elettrica «Benevento III» sarà poi possibile procedere alla demolizione dei tratti rimanenti del vecchio elettrodotto, completando così il piano di razionalizzazione previsto dal progetto. Terna Rete Italia, con l’obiettivo di accelerare i tempi – prosegue l’azienda – ha già avviato le attività preliminari per la realizzazione dell’elettrodotto Benevento II – Benevento III che dovrà essere collegato alla nuova stazione rendendo definitivo l’assetto di rete. A quel punto il sistema elettrico dell’area sarà in sicurezza e sarà possibile quindi procedere al completamento delle demolizioni delle linee esistenti previste che complessivamente, tra Campania e Puglia, ammonteranno a oltre 100 chilometri di vecchie linee e più di 250 tralicci smantellati, con conseguente liberazione di oltre 150 ettari di terreno». – See more at: http://benevento.ottopagine.net/2014/08/09/terna-annuncia-stiamo-smantellando-i-vecchi-elettrodotti/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=facebook#sthash.ogwTz1CD.dpuf

La santa messa sarà trasmessa in diretta domenica 10 agosto 2014 su Rai1 alle ore 10,50 dalla Chiesa Santa Maria Assunta in Flumeri (Avellino)

La santa messa sarà trasmessa in diretta domenica 10 agosto 2014 su Rai1 alle ore 10,50 dalla Chiesa Santa Maria Assunta in Flumeri (Avellino) .Regia di Ciro Sarnataro Commento liturgico di Orazio Coclite anche l’Angelus di Papa Francesco.


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Irisbus ora esplode la rabbia degli operai

Irisbus ora esplode la rabbia degli operai
l silenzio sulla vertenza Irisbus non piace ai lavoratori e al sindacato, che ieri mattina ha tenuto un incontro al centro sociale di Avellino per decidere le nuove forme di lotta nel tentativo di riaccendere i riflettori sullo stabilimento.
L’ultima spiaggia è il coinvolgimento di Matteo Renzi, con i parlamentari irpini che dovranno fare da tramite per l’incontro

Dossier Ato, rischio acqua per Solofra e Montoro

Dossier Ato, rischio acqua per Solofra e Montoro
alla seconda riunione della conferenza dei servizi, svoltasi ad Avellino il 30 luglio scorso emergono dati non confortantii sull’emergenza che aveva investito il comune di Montoro e di Solofra nel gennaio scorso determinata da un accertato inquinamento di alcuni pozzi nei due territori. E dal vertice, infatti, in cui erano presenti i rappresentanti dei due comuni, dell Ato Calore Irpino , dell’Asl , dell’Arpac, della Provincia, dell’Autorità di Bacino regionale della Campania Centrale e del dipartimento della Salute della regione Campania emerge non solo che la fonte inquinante della falda idrica è profonda ma che è è ancora attiva e potenzialmente rischia di migrare a valle. Questo è quanto si desume nelle relazioni dei due consulenti tecnici dell’ Ato Calore Irpino, l’ingegnere Carmine Montano e il chimico Maurizio Galasso, sull’ inquinamento della falda idrica profonda relativa agli episodi avvenuti ad inizio dell’anno scorso nei due comuni della Valle dell’Irno. L’incontro, è stato promosso alla Casa della Cultura Victor Hugo di Avellino, per l’ approvazione del Piano di messa in sicurezza di emergenza da attuarsi urgentemente con la realizzazione della barriera idraulica a salvaguardia della falda e l’acquedotto di surrogazione per alimentare le due comunità.
Ma, quello che maggiormente preoccupa dallo studio effettuato dal consulente tecnico dell’ Ato Calore Irpino,Montano è la necessità di interessare le istituzioni competenti sul rischio che la popolazione abbia già potuto subire danni dall’ inquinamento dell’ acqua potabile e l’ avvio di uno screening medico sulla popolazione residente nei due Comuni interessati dall ’emergenza idrica. Anche la relazione tecnica redatta dal consulente Galasso mette in rilievo dei dati precisi. E cioè che area di origine della contaminazione può essere localizzata nella zona del pozzo di via Consolazione a Solofra e che quindi è possibile individuarne la barriera idraulica di contenimento. Su queste osservazioni la messa in sicurezza per Galasso è attualmente del tutto giustificata, anzi il consulente sottolinea agli altri componenti l’urgenza di procedere alla messa in sicurezza di emergenza per preservare l’incolumità pubblica ed evitare l’ allargamento dell’ area di contaminazione. Dalla conferenza si evince non solo come questa questione ambientale sia seria, ma come la regione sottovaluti un problema per cui il commissario straordinario dell ‘Autorità di ambito Calore irpino ha definito di “pericolo evidente per la popolazione”.

Avellino, 3-0 ai greci del Paniliakos

Avellino, 3-0 ai greci del Paniliakos
inisce 3-0 l’amichevole tra Avellino e i greci del Paniliakos. Massimo Rastelli ha avuto modo di provare i suoi giocatori a poco meno di un mese all’inizio del campionato. Primo gol siglato da Castaldo grazie a un tap-in vincente, raddoppio firmato da Pisacane che di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo insacca di testa. Il tris è servito da capitan D’Angelo, anche fortunato nel trovare il gol. Una buona prova dei lupi che si avviano nel miglior modo possibile verso il duro torneo cadetto.

Cm Ufita, Famiglietti alla presidenza

Cm Ufita, Famiglietti alla presidenza
Il nuovo presidente della comunità montana dell’Ufita dovrebbe essere con ogni probabilità Carmine Famiglietti. La scorsa notte sarebbe stato chiuso l’accordo di territorio per dare una risposta concreta alle emergenze manifestate dalle singole comunità. Alla vice presidenza il sindaco di Greci, Donatella Martino. Assessori: il sindaco di Flumeri, Angelo Lanza, il consigliere Angelo di Rienzo di Frigento e il rappresentante di Vallesaccarda, Gerardo Pizzulo. All’intesa, che sembra sia stata anche formalizzata e sottoscritta da undici consiglieri montani, si è pervenuti grazie al fatto che è prevalso il senso della territorialità, anche in considerazione del nuovo sistema dei rifiuti, collegato alla realizzazione degli sts e degli sto, rispetto ai quali, oggi più di ieri, è necessario che i comuni siano rappresentati negli enti superiori a prescindere dall’appartenenza politica. L’intesa alla comunità montana dell’Ufita, infatti, non è stata condizionata in alcun modo da dato politico e già all’atto della proposizione dell’accordo è emersa la volontà di chiedere la partecipazione di tutti.

Anche l’Alta Irpinia si organizza: nasce Madre Terra

Anche l’Alta Irpinia si organizza: nasce Madre Terra
dal CORRIERE IRPINIA DEL 30 06 2014
FLUMERI – Si chiama “Madre Terra” l’associazione che nasce a Flumeri con lo scopo «di fare da osservatorio rispetto alla tutela dell’ambiente e valorizzare il territorio». A parlarci è il Presidente Giuseppe Guerriero. C’è uno Statuto, un Comitato direttivo e un gruppo di soci fondatori di 27 persone. Il vice presidente è Rossella Iacobucci e segretario tesoriere Giuseppe Lo Conte. Entrambi flumeresi. Tra i soci fondatori Ettore Iorillo e Gaetano Sinibaldo, sindaco di Flumeri dal ’98 al 2007. Il tutto si è formalizzato ufficialmente nei giorni successivi la sera del 15 giugno in cui presso la casa Ex Eca i cittadini di flumeri impegnati attivamente contro l’accumulatore energetico in Valle Ufita hanno organizzato un “assemblea pubblica per la costituzione di un’Associazione-Comitato”. L’ente non ha scopo di lucro, è apartitico, libero «cioè ci autotasseremo. Non chiederemo contributi. Ufficialmente ci presenteremo all’amministrazione comunale per cercare una forma di dialogo rispetto alla questione Terna e ad altre tematiche. Punteremo al territorio, alla salvaguardia paesaggistica. Faremo una sorta di sottocomitati, di gruppi, ognuno dei quali seguirà delle tematiche precise. Abbiamo contatti con altre associazioni che si occupano di questioni legate all’ ambiente, come “Non solo trekking” di Ariano Irpino. Tutto nasce dall’amo – re per la nostra terra», dichiara il Presidente. Molti dei componenti l’associazione si sono ritrovati insieme partendo dalla condivisione del proprio parere sfavorevole all’installazione delle batterie di accumulo energetico in Valle Ufita da parte della società Terna. Da settimane quello che sinora è stato soprannominato “comitato civico” si batte contro la realizzazione della Centrale facendosi interprete e portavoce di molta della popolazione locale che non si direbbe affatto concorde con l’avanzamento dei lavori nel territorio flumerese. Oggi il comitato si formalizza. Prende corpo in modo ufficiale e definisce bene la propria natura, la propria mission partendo da un nome, “Madre Terra” appunto, e dalla definizione delle finalità volte ad intraprendere iniziative, a vigilare, segnalare tutto quanto rappresenta una minaccia per il paesaggio e la salubrità del territorio. Sempre in riferimento alla società Terna il Presidente Guerriero ci ribadisce la contrarietà rispetto alla localizzazione dei cantieri soprattutto perché «troppo vicini ad abitazioni civili». Sottolinea inoltre che nello statuto è riportato che «non può far parte dell’Associazione chi ricopre cariche comunali o sovra comunali e chi volesse entrare in politica è tenuto a dimettersi dall’ente». Ettore Iorillo, ci riferisce che una delle prime iniziative che porrà in atto Madre Terra sarà «un presidio proprio in Valle Ufita magari con una tenda per sensibilizzare la comunità sui rischi che sono tutti concentrati lì. Aspettiamo comunque l’esito del ricorso avanzato dall’amministrazione comunale e le risposte dei vari enti informati e contattati nei mesi scorsi», cui è stata chiesta attenzione, sostegno, e sensibilità.
Annamaria Di Paola

Dal Ciriaco
«Il dibattito politico a Flumeri ha rappresentato in passato un fiore all’occhiello dell’intero
comprensorio e gli incontri un momento di dialettica politica stimolante per le diverse comunità
viciniori.
Purtroppo da un po’ di tempo assistiamo ad esternazioni improvvisate, superficiali e di parte che
non hanno niente a che vedere con un confronto costruttivo, volto al bene comune.
L’Amministrazione comunale di Flumeri non conosce la parola umiltà e ogni intervento pubblico,
soprattutto del Sindaco, fa emergere un concetto della politica poco rassicurante. Qualche
esempio può meglio chiarire il concetto. Il caso Terna è illuminante!. Il Sindaco appone la sua
firma di consenso all’iniziativa presso il MISE nel lontano luglio 2013. A dicembre dello stesso anno
organizza una seduta pubblica per illustrare, supportato dai responsabili della società Terna, la bontà dell’installazione degli accumulatori di
energia, affermando che l’Amministrazione non può che essere favorevole al progresso.
Una tale affermazione fa emergere la mancanza di una visione d’insieme per lo sviluppo del nostro territorio tanto è vero che non riescono a portare
in Consiglio comunale il progetto del PUC (Piano Urbanistico Comunale) che pure la precedente amministrazione aveva già messo in cantiere. Il
PUC è una cosa seria e presuppone, per la sua importanza strategica, la condivisione di alcuni passaggi con i territori limitrofi. Ma la politica
dell’isolamento è un’altra caratteristica di questa amministrazione: uscire dall’Unione dei comuni per sottrarsi al confronto e alla cooperazione.
Anche l’accettazione del progetto Terna avrebbe significato coinvolgere gli altri comuni afferenti all’Unione, i quali non hanno mai nascosto la loro
avversione all’iniziativa. Quindi meglio rimanere da soli e gestire le cose a modo proprio.
Meno male che il Sindaco afferma che il suo ruolo comporta grandi responsabilità e non può agire semplicemente in risposta alle perplessità di
alcuni cittadini ma deve, suppongo, salvaguardare il benessere e la salute di tutta la comunità. Tutto il contrario di quello che ha fatto. Ha
consegnato il territorio di Flumeri, con ricadute negative anche sui territori limitrofi, ad una società che sulla carta ha presentato un progetto che
sembra localizzato nel deserto mentre noi tutti sappiamo che la Valle dell’Ufita, oltre alle attività produttive, è densamente abitata e ha una
vocazione di sviluppo eccezionale. Purtroppo il Sindaco, a mezzo stampa, si avventa sul malcapitato che ha l’ardire di far sentire la propria voce in difesa del proprio territorio, tacciandolo di fare disinformazione. Chiama in causa non solo il popolo, che ha tradito, ma anche la divinità con cui
deve avere un rapporto privilegiato.
La tragedia degli accumulatori che la società Terna sta alacremente installando sul nostro territorio è solo la punta di un iceberg che
ha alla base un’idea della politica non votata al servizio del cittadino ma all’imposizione della propria volontà scaturita da una
mancanza di idee progettuali.
Chi o cosa poteva fare la differenza in una situazione così preoccupante? Sicuramente la politica, quella con la lettera maiuscola, quella che guida i
processi e si accolla la responsabilità di parlare chiaro senza farsi intimidire dall’arroganza sistematica del potere. Invece ci dobbiamo sorbire la
posizione altalenante del segretario del PD locale (segretario di 17 iscritti!) che oggi ha anche l’ardire di dare lezioni di democrazia e di
buon senso dopo aver appoggiato questa Amministrazione uscendo di fatto dall’allora PD ritenendo che la posizione di una sparuta minoranza
fosse maggiore e più importante della stragrande maggioranza del partito. Poi si meraviglia che i rappresentanti della politica provinciale
non la ritengono interlocutore valido; meno male! Sta di fatto che ha appoggiato fin dall’inizio l’insediamento di questa bomba ad orologeria
(progetto sperimentale con criticità molto pericolose per la vita dei cittadini) affermando la bontà dell’utilizzo dell’energia alternativa. Sta di fatto che
ancora una volta contribuisce a confondere le acque!
Gli accumulatori di energia che la società Terna sta installando nella nostra ridente vallata non ha niente a che fare con la produzione di energia
pulita, ma serve solo ad immagazzinare l’energia prodotta dalle pale eoliche in luoghi anche lontani dal nostro territorio con l’aggravante, quindi,
che è necessario un ulteriore scempio di questo territorio per il conseguente attraversamento dei tralicci necessari per trasportarne l’energia. Certe
ambiguità non sono più sopportabili.
Mi appello alla stragrande maggioranza della popolazione che aveva fiducia in questa Amministrazione rimanendone profondamente delusa per
riaprire un confronto politico che recuperi il senso morale del proprio impegno e pone le condizioni per uno sviluppo economico, sociale e culturale
del territorio. Appartenere ad un progetto politico significa fare proprio i valori e le priorità di quello schieramento e lavorare per metterli in pratica.
Ad una mia interpellanza consiliare sulla propria vocazione politica, il Sindaco risponde che guida un’amministrazione civica e, per mantenere gli
equilibri non può evidenziare la propria sensibilità politica. Ecco quindi spiegato la mancanza di un progetto politico che abbia orizzonti vasti e crei le
premesse di una speranza per la nostra intera comunità».
Impianto Terna. Di Cicilia: abbassare i toni e scegliere insieme
dal CIRIACO
«Abbassiamo i toni». È l’appello che la segretaria Circolo PD di Flumeri, Marisa Di Cicilia, rivolge
all’amministrazione comunale guidata da Angelo Lanza e all’associazione Madre Terra. La
realizzazione dell’impianto di accumulazione energetica della Terna Storage ha vissuto diverse
tappe: l’ultima è stata la costituzione di un movimento di cittadini a difesa dell’area interessata dal
progetto e dall’altro gli amministratori che in ultima battuta sulla stampa locale hanno dichiarato «di
registrare un’insensata opposizione da parte di chi si dice paladino dell’ambiente e semina invece
solo rancore». Il dibattito è dunque scivolato nella polemica. La referente del Pd flumerese cerca
di porre un freno alla diatriba: «personalmente sono tra quelli che pensano che ci possa essere, in
un territorio, sia agricoltura di qualità sia industria a patto che si rispettino leggi e normative che in
Italia esistono. Se si guarda agli incentivi 2014-2020 si può capire l’importanza che l’Europa
attribuisce alle fonti rinnovabili e proprio in agricoltura incentiva soluzioni e progetti volti al
risparmio energetico e alla tutela ambientale mettendo a disposizione milioni di euro. Detto ciò pero il problema a mio avviso è un altro: quello che
non funziona è come sostenere progetti nuovi e far capire che non c’è pericolo se le norme vengono rispettate. Manca un passaggio, una politica di
programmazione con le società, in questo caso Terna, e la Regione che – in base alle informazioni in mio possesso – non ha approvato un piano
energetico per definire come, dove e le tipologie più adatte nel rispetto dei territori per poter produrre, accumulare e contribuire al proprio
fabbisogno energetico e per quello della nazione».
Marisa Di Cicilia evidenzia una confusione nel passaggio delle informazioni tanto che «quello che i cittadini percepiscono è solo un interesse
economico delle società». Eppure, la segretaria democratica cerca di essere più chiara possibile nel rivolgersi agli esponenti della casa comunale:
«Il Sindaco e gli amministratori hanno commesso un errore di superficialità iniziale, è palese. Io ed altri amici ed elettori di questa lista, quando
abbiamo saputo dopo il consiglio comunale di giugno 2013, di questo progetto, alla luce anche di un’esperienza amministrativa, avevamo
consigliato di fare subito una riunione allargata. Si è preferito di non dar seguito al consiglio perché si era convinti della strada intrapresa. Bene –
accentua la segretaria – loro amministrano ed io faccio politica, sono cose diverse anche se complementari e differenti sono le competenze e le
responsabilità in merito. Capisco anche che molti amministratori non avendo mai fatto politica, tranne l’assessore Del Sordo, che invece è stato
segretario del PD e tuttora iscritto, si fanno prendere dal nervosismo e cadono in errore lasciandosi andare ad affermazioni offensive di carattere personale ma sono certa che una riflessione maggiore non avrebbe determinato tale toni. Vorrei infine dire al sindaco Angelo Lanza – termina
Marisa Di Cicilia – che le associazioni fanno politica, dice il falso chi sostiene il contrario e chi pensa che la politica sia impegnarsi solo per
perseguire fini personali, la politica è interessarsi alle tematiche di una collettività e guidare processi di cambiamento. Quando i cittadini
si uniscono fanno questo: incalzano! Lo fanno con il sindaco, con i diversi amministratori e anche e sopratutto con i partiti. È il modo giusto per
crescere, per ampliare il dibattito e per progredire sia individualmente sia come collettività».


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