Blog di Flumeri.
Fai sentire la tua voce!

Se vuoi scrivere news, notizie, eventi, foto, video, contattaci

Migranti, ancora arrivi in Irpinia. Sessa: “Servono strutture o niente accoglienza”

Migranti, ancora arrivi in Irpinia. Sessa: “Servono strutture o niente accoglienza”
LINK
La migrazione da una sponda all’altra del Mediterraneo è un’invasione silenziosa.
Nell’ultima settimana sulle coste siciliane sono sbarcate 1.500 persone al giorno: in Irpinia ne sono arrivati un centinaio. Gli ultimi trenta migranti, tutti africani, sono approdati la notte scorsa negli uffici della Questura.
Alla Polizia tocca il compito di fotosegnalare, e quindi identificare, giovani uomini in fuga da un continente all’altro senza nemmeno un documento, figurarsi poi gli effetti personali. Sale così a 650 il numero di profughi attualmente ospitati nella nostra provincia.
Il gruppo appena giunto è stato sistemato a Mercogliano. E nelle prossime ore non si escludono altri arrivi da Napoli.
Il prefetto di Avellino, Carlo Sessa, che solo qualche giorno fa ha partecipato a un vertice con gli omologhi campani per fare il punto sulla nuova ondata di trasferimenti di migranti dalla Sicilia aveva ribadito con fermezza: “Siamo al limite della capienza. Occorrono strutture dove poterli sistemare altrimenti non possiamo più riceverne”. Un appello netto, e profetico.
La Cgil attraverso il segretario provinciale Enzo Petruzziello si è subito resa disponibile a collaborare e ad avviare uno screening sul territorio, a partire dal capoluogo, per individuare stabili idonei ad accogliere i rifugiati. “
Ci sono anche gli Sprar- ha poi evidenziato Petruzziello-, quindi sarebbe opportuno aprire le porte di questi centri ai migranti”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giovanni Maraia dell’associazione ‘Ariano in movimento’ che in una lettera inviata al prefetto e al vescovo di Avellino, monsignor Francesco Marino, stila un elenco degli edifici pubblici o di proprietà della Curia, al momento disabitati, da destinare agli extracomunitari.
“Solo ad Ariano- spiega il prof Maraia- c’è l’ex sede della Compagnia dei Carabinieri, e un immobile adiacente il santuario di Valleluogo dove sono attivi i volontari che fanno parte degli ‘Operai silenziosi della Croce’. E ancora, in centro, ci sono i locali freschi di ristrutturazione delle suore francescane e di sant’Anna, e quelli delle Oblate di san Francesco Saverio. Tutti edifici che potrebbero dare accoglienza”.
Pertanto il personale prefettizio si sta adoperando mediante gli operatori e i mediatori culturali delle cooperative per assicurare una dignitosa accoglienza ai migranti che sono appena arrivati e che si aggiungono a quelli presenti già da un anno in alcuni paesi irpini.
A Flumeri il sindaco, Angelo Lanza, recependo le direttive del Viminale sta rilasciando il documento di riconoscimento ai richiedenti asilo che da più di tre mesi risiedono in paese.
“Un gesto di buon senso- spiega il primo cittadino-. Non stiamo facendo nulla di eccezionale se non applicare le disposizioni ministeriali in merito alla presenza sul territorio comunale di competenza dei migranti che fanno richiesta per ottenere la carta d’identità”

Il Centro Democratico e la rinascita dell’Irpinia

Il Centro Democratico e la rinascita dell’Irpinia
LINK
Avellino – “Le imprese presenti sul territorio possono coalizzarsi legittimamente racchiudendo i prodotti tipici sotto un marchio distintivo di “qualità Irpina” da esprimere attraverso un logo di facile riconoscimento, – spiega l’esponente del Centro Democratico – idoneo a rendere altrettanto identificabile l’area geografica di produzione insieme alle aziende di riferimento, alla tradizione e alla cultura che la caratterizzano”.

“La strategia di promozione – prosegue – va curata soprattutto partendo da una corretta attribuzione di valore e di opportunità al brand territoriale da parte degli operatori economici del sistema . La coerenza, rispetto al punto di partenza, va dimostrata nell’esecuzione della strategia di promozione orientata verso l’obiettivo di fidelizzazione del consumatore e fondata sulla comunicazione, cruciale per rendere credibile, anche verso l’esterno, la garanzia di elevata e certificata qualità dei prodotti. Una strada percorribile è quella della creazione di un organismo regionale, preferibilmente pubblico ma anche privato sottoforma di s.p.a., come già avvenuto in altre regioni italiane, in grado di coordinare tutti i soggetti che si occupano di promozione territoriale e turistica e di gestire il marchio, la promozione e la pubblicità , la valorizzazione delle specificità dei prodotti, la ricerca e l’analisi dei mercati, le attività editoriali di supporto ecc.”.

“Il marchio unico territoriale potrebbe rappresentare l’offerta dell’intera Irpinia indipendentemente dal settore di appartenenza del prodotto, in modo da accrescere il valore del territorio e consentire lo sviluppo dello stesso attraverso un’immagine specifica, veicolata con idonei mezzi di comunicazione nel mercato reale e virtuale, supportato in particolare dalla creazione di un sito web ad hoc. – continua la rappresentata Trofa che fa capo al partito guidato in Irpinia da Pasquale Giuditta – La terra d’Irpinia trasmette uno stile di vita in cui si esprime la felice simbiosi di contrasti tra elementi montanari e mediterranei, tra spontaneità e affidabilità, tra natura e cultura. Uno dei principali punti deboli è costituito sicuramente dalla difficile raggiungibilità dei luoghi. In questa direzione vanno maggiormente indirizzate le energie e gli impegni dell’amministrazione”.

“Indubbiamente la sinergia più importante è costituita tra agricoltura e turismo, da rafforzare con la cura dell’immagine e la coerenza delle iniziative. In questa direzione decisivo è il ruolo della formazione in completa aderenza alle istanze del territorio. – conclude Serafina Trofa – Interessanti sono, altresì, alcune esperienze da estendere ed espandere, già realizzate da alcune imprese locali: le “feste del cliente” che prevedono in premio visite alla scoperta del territorio, occasione di associazione del marchio alla provincia con la verifica degli standard qualitativamente alti dei prodotti realizzati. All’innovazione, implicante il coinvolgimento conseguenziale e necessario dei giovani, spetterà il ruolo decisivo. Essenziali ed urgenti risultano l’adeguamento della normativa e, soprattutto, l’applicazione dei nuovi fondamenti manageriali”.

Irpinia protagonista nel cuore dell’esposizione universale

Irpinia protagonista nel cuore dell’esposizione universale
LINK
Eventi, concerti, incontri, seminari, convegni e performance che raccontano il brand Irpinia. Una macchina organizzativa imponente, quella messa in piedi dalla Camera di Commercio di Avellino che si prepara all’inaugurazione di Expo 2015 a Milano.
Dal 1° maggio al 31 luglio, “Piazza Irpinia”, lo spazio espositivo promozionale coordinato dall’ente camerale presieduto da Costantino Capone nell’ambito dell’Esposizione Universale meneghina, diventerà il cuore pulsante della provincia di Avellino a Milano.
L’intero programma degli eventi organizzati nei tre mesi, sui sei complessivi di durata dell’Expo, in cui l’Irpinia si mette in gioco e in mostra sarà presentato venerdì 24 aprile, con un doppio appuntamento.

Alle ore 11, presso la sede di Eccellenze Campane, in Via Brin 69 a Napoli e alle 17.30 presso la Chiesa della S. Annunziata della Camera di Commercio di Avellino in piazza Duomo.

Nei 92 giorni di presenza in Expo, l’Irpinia si racconterà con un ampio programma di eventi in linea con il tema al centro della manifestazione: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.
Lo farà nell’ambito dello spazio espositivo, un’installazione architettonica alta 10 metri, ubicato sul “cardo”, l’arteria principale del sito, a soli 60 metri da Palazzo Italia e sulla direttrice che conduce all’Albero della Vita, il progetto simbolo di Expo 2015.
Nel corso della doppia conferenza stampa, il Presidente della Camera di Commercio di Avellino, Costantino Capone, illustrerà i contenuti del progetto che promuove le eccellenze del territorio, un progetto che parte da lontano per guardare lontano, finalizzato, attraverso immagini, riflessioni, contributi e creatività a mettere in evidenza la rete irpina, che coinvolge impresa, ricerca, didattica, arte, storia, cultura, enogastronomia e formazione, che si fa sistema.

“Nel 2015 c’è un solo posto dove incontrare il mondo contemporaneamente – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Avellino, Costantino Capone -. E’ EXPO Milano, l’esposizione universale dedicata al tema del cibo, che ospita in Italia 140 nazioni con il proprio bagaglio di tradizioni, storia, cultura, progresso. L’Irpinia c’è ed è questa la grande sfida da cui far partire ogni ragionamento. Con la Camera di Commercio di Avellino puntiamo a presentare al mondo il nostro territorio inteso come un sistema complesso e variegato fatto di un mix di globale e locale”.

Seconda Categoria, Girone G: Spartak Eclano – Sp. Flumeri 7-2

Seconda Categoria, Girone G: Spartak Eclano – Sp. Flumeri 7-2
LINK
Marcatori: 24’ 32’ 36’pt e 30’ st Sena A. (S), 10’pt e 22’st Sena L. (S), 2’ st Oliviero (S), 30’st Spagnuolo (SF), 41’st Rinaldi
Mirabella Eclano (Av) – Altri tre punti per lo Spartak Eclano che si avvicina sempre di più alla conquista della promozione nel campionato di Prima Categoria. La squadra di Coppola supera agevolemente con il risultato di sette a due lo Sporting Flumeri e allunga a otto i punti di vantaggio sulla Polisportiva Calitri che oggi ha pareggiato contro lo Sporting Venticano. A sbloccare la gara dopo dieci minuti di gioco è Sena L. con bel tiro dal limite dell’area che non lascia scampo a Grasso. I padroni di casa sono in forma e in particolare l’attaccante Sena A. che tra il 24’ e il 36’ sigla una tripletta. Il raddoppio arriva con uno bello scambio con Vitale, il tris direttamente su calcio di punizione e il quarto gol con un tiro da fuori area. Nella ripresa lo Spartak sigla altre tre reti che portano la firma di Oliviero, su assisti di Ianniciello , di Sena L., con un delizioso pallonetto, e ancora Sena L. che sigla la settima rete e il suo personale poker. Sul punteggio di sette a zero la capolista si rilassa e subisce le reti di Spagnuolo e Rinaldi. Vittoria che lancia sempre di più lo Spartak Eclano. A fine gara l’allenatore Coppola dichiara:”Contentissimo per la vittoria, sono rammaricato per le inutili polemiche di altre squadre che ho appreso dai social network che non accettano le nostre vittorie sul campo.”

IRPINIA PROTAGONISTA A LINEA VERDE

IRPINIA PROTAGONISTA A LINEA VERDE

L’Irpinia che vedremo offrirà la visione di un territorio che aspira ad una identità culturale unitaria e riconoscibile attraverso l’incoraggiamento e la valorizzazione dei giovani imprenditori agricoli.
Linea Verde sarà in Irpinia. In vetrina un territorio dalla propria cultura e il proprio carattere: geograficamente si colloca inCampania, la provincia prevalente è quella diAvellino, ma ha in sé qualcosa di pugliese, di lucano, di molisano, di sannita, ed è su queste molteplici tracce etnografiche ed agricole che i conduttori Patrizio Roversi e Daniela Ferolla si muoveranno, alla scoperta di scorci e paesaggi, culture, storie e tradizioni.

Da uno dei parchi eolici più grandi d’Europa, quello di Bisaccia, capace di fornire energia elettrica a oltre centomila nuclei abitativi, a Monteverde, per incontrare un giovane che ha convinto i suoi genitori a coltivare nei piccoli appezzamenti di famiglia orzo per la produzione di birre artigianali, ai due fratelli che a Torella dei Lombardi sperimentano con successo l’accrescimento dei maiali “large white” in regime semibrado.

E ancora il pastificio che lancia il progetto di filiera integrata di solo grano italiano, il recupero architettonico e sociale di Aquilonia, il paese distrutto dal terremoto del 1930, la riconversione del tabacco, ormai non più remunerativo per la sospensione dei finanziamenti europei, l’eccellente cipolla ramata di Montoro che, dopo aver conquistato i mercati locali e il sud Italia, sta diventando un elemento prezioso nel ricettario degli chef più titolati.

L’Irpinia che vedremo offrirà la visione di un territorio che aspira ad una identità culturale unitaria e riconoscibile attraverso l’incoraggiamento e la valorizzazione dei giovani imprenditori agricoli. La sorpresa è questa, ma poi neanche tanto per fortuna: il Sud quando è messo nelle condizioni di farlo, corre forte.
LINK

La Serie B in numeri: Carpi a 10 punti dalla promozione in A

DA OTTOPAGINE

Avellino, tutto pronto per una Pasquetta di lavoro
Ultime ore di riposo per l’Avellino, che alle 15 inizia la preparazione in vista della sfida in programma venerdì, alle 20:30, al “Menti”, contro i padroni di casa del Vicenza. Nel gruppo, che si ritroverà al “Partenio-Lombardi” per sostenere una seduta di allenamento a porte chiuse, è atteso il rientro di Pietro Visconti, che ha concluso il ciclo di terapie riabilitative presso Villa Stuart, dopo l’intervento chirurgico resosi necessario per via della lussazione recidivante alla spalla destra. L’esterno sinistro, che si era infortunato per la prima volta nel corso di Virtus Entella – Avellino e aveva accusato un nuovo problema alla stessa articolazione durante Avellino – Bologna, si era dovuto arrendere alla necessità di un intervento in artroscopia quando a San Michele di Serino, prima della partenza per La Spezia, nel pieno della seduta di rifinitura, rimase vittima del terzo trauma alla solita, tormentata, spalla. Da verificare le condizioni di Vergara, sempre più vicino al rientro tra i convocati dopo settimane di lavoro specifico per mandare definitivamente in archivio il percorso post-operatorio in seguito alla frattura da stress del quinto metatarso del piede destro. Buone notizie per Massimo Rastelli, che dovrà fare a meno di Zito, squalificato in seguito al cartellino giallo rimediato contro il Modena. In palio c’è la possibilità di sorpassare i veneti ed attestarsi, a sette giornate dalla fine del campionato, al terzo posto. Pasquetta di lavoro: l’Avellino mette nel mirino l’anticipo della trentacinquesima giornata di Serie B, sognando una nuova notte magica.

Uno sguardo all’avversario. Vicenza: da matricola ad outsider
La stagione dei veneti: da ripescata in extremis a rivelazione del torneo cadetto
La Serie B in numeri dopo la trentaquattresima giornata di Serie B.
La gara di andata al Partenio-Lombardi funse da spartiacque per la sua stagione. Venerdì sera al Romeo Menti potrebbe essere quella della definitiva consacrazione. Sfide mai banali contro l’Avellino, per un Vicenza che assieme ad irpini e allo straordinario Carpi è tra le rivelazioni del campionato cadetto. Il 16 novembre 2014, i veneti fecero visita ad un Avellino reduce da due vittorie consecutive conquistate contro Catania e Modena. Avevano da poco cambiato allenatore, con Giovanni Lopez sostituito da Pasquale Marino, non senza lasciare code polemiche, con i tifosi a contestare la proprietà per l’esonero giudicato troppo frettoloso dell’ex tecnico e capitano nella vittoria della Coppa Italia nel 1997. Una bandiera per i supporters della “Lane”.

Per i bookmakers non c’erano dubbi. Avellino più forte e in forma rispetto a un Vicenza a cui neanche la vittoria sulla Pro Vercelli, la terza in tredici gare disputate, era servita a rischiarare gli animi. Ci pensò Andrea Cocco, con una girata micidiale, a battere Gomis e a cambiare le carte in tavola. I biancorossi espugnarono il Partenio-Lombardi iniziando la cavalcata verso l’alta classifica.

Dopo l’exploit in terra irpina, il Vicenza ha collezionato dieci vittorie (sei consecutive ad inizio girone di ritorno), sette pareggi ed appena tre sconfitte contro Virtus Entella, Frosinone e Carpi. Andrea Cocco, che prima della rete all’Avellino ne aveva segnate appena altre due, è arrivato a quota sedici, a pari merito con Castaldo, contribuendo alla scalata alla zona play off.

Il terzo posto porta le firme dell’attaccante sardo, di Moretti, micidiale sui calci di punizione, delle giocate di Di Gennaro, che ha scontato il turno di squalifica e si riprenderà il posto a centrocampo contro l’Avellino, e dell’esperienza in panchina di Pasquale Marino. Il suo 4-3-3 è stato messo al servizio del Vicenza. Gli interpreti in campo lo eseguono a dovere e la classifica lo dimostra. In attacco, Laverone e Giacomelli fungono rispettivamente da spalla destra e sinistra di Cocco. La mediana composta da Cinelli, Moretti e Di Gennaro unisce la qualità alla quantità; fa legna a centrocampo e ispira la manovra offensiva con colpi di genio.

Marino ci ha messo poco ad entrare nel cuore dei tifosi vicentini. I biglietti di Curva Sud per poter assistere al match di venerdì sera contro l’Avellino sono terminati una settimana prima. I risultati poco positivi dell’ultimo periodo (una vittoria in sei giornate), nonché i problemi societari, con il club messo in vendita dal presidente Cassingena e un monte debitorio (stimato attorno ai tredici milioni di euro) che fa tremare i polsi, non hanno raffreddato il calore dei supporters biancorossi.
10 I punti che separano il Carpi dalla prima – storica – aritmetica promozione in serie A. Toccando quota 78, la compagine di Castori ha la certezza blindata di festeggiare l’ascesa nel calcio che conta.

15 I punti di vantaggio del Carpi sulla terza in classifica, il Vicenza. Nei campionati di serie B a 22 squadre e 3 punti a vittoria è eguagliato il distacco-record a 8 turni dalla fine, come il Palermo dell’anno scorso.

1 Prima tripletta in carriera per Daniele Corvia, che con i suoi gol tiene aperte le speranze del Brescia per la salvezza. L’attaccante delle “rondinelle” si conferma bomber da trasferta, da quando veste la maglia dei lombardi: su 28 reti in match ufficiali, ben 19 li ha realizzati fuori casa.

1 Prima vittoria esterna stagionale del Catania, che non faceva festa fuori casa dall’11 maggio scorso, 2-1 a Bologna, in A. Con il successo etneo a Varese, tutte le 22 squadre della B 2014/15 hanno vinto almeno una volta fuori casa.

11 In zona salvezza torna prepotentemente in corsa il Crotone: i calabresi sono reduci da 11 punti nelle ultime 5 giornate.

8 I punti ottenuti in 4 partite da Serse Cosmi alla guida del Trapani: un cambio azzeccatissimo per i granata siciliani, saliti a quota 42, in buona posizione per la permanenza in categoria.

0 Le vittorie del Modena nelle ultime 5 giornate, dove gli emiliani hanno ottenuto 3 pareggi e 2 sconfitte. I “canarini” sembrano aver perso l’effetto del cambio tecnico da Novellino a Melotti-Pavan.

Turismo in Irpinia.Vino, Paesaggi, Chiese e Castelli non bastano

Turismo in Irpinia.Vino, Paesaggi, Chiese e Castelli non bastano.
DA IRPINIA NEWS LINK
LE risorse paesaggistiche, i beni storico-archeologici, i paesaggi e l’enogastronomia possono essere la chiave di volta dello sviluppo del Turismo in Irpinia ma non bastano. Vediamo perchè.

Spesso si parla del rilancio del turismo in Irpinia e della valorizzazione dei beni culturali della nostra provincia e tante sono le iniziative portate a termine o in programma per i prossimi mesi dalle amministrazioni locali e dalla Regione Campania.

E’ sotto gli occhi di tutti che le risorse paesaggistiche, i beni storico-archeologici, i paesaggi e l’enogastronomia possono essere la chiave di volta dello sviluppo del Sud, sembra però che riesca molto difficile l’impresa di mettere realmente a sistema queste risorse, tutte al servizio di un progetto più grande delle singole realtà, che sappia comunicare in maniera efficace con il resto del mondo.

Sul tema del turismo culturale abbiamo chiesto l’opinione di Giampiero Galasso, archeologo, giornalista scientifico per la testata nazionale Archeo, consulente dal 1986 per la Soprintendenza Archeologica di Salerno, autore del libro “I comuni dell’Irpinia. Storia, arte, monumenti” (1992, oltre 10.000 copie vendute) e di “Torri e castelli in Irpinia” e, sin dagli anni ’80, di centinaia di articoli di divulgazione sulla storia e sui giacimenti culturali della nostra provincia.

Qual è, secondo Lei, la reale portata del nostro patrimonio storico-artistico e la sua effettiva proficua utilizzazione ai fini di un turismo culturale?

“Negli ultimi anni si sono visti tantissimi progetti finalizzati al recupero delle nostre testimonianze storico-culturali e molti finanziamenti sono stati dirottati per la rivalutazione del patrimonio culturale, come non si era mai prima. Senza dubbio, gran parte del merito va riconosciuto alla sensibilità dell’Amministrazione Provinciale, che è riuscita ad ottenere finanziamenti per la realizzazione di mostre, progetti, partecipazioni a borse turistiche e tante pubblicazioni volte al rilancio della nostra provincia. Il problema è che l’Irpinia è soprattutto una terra ricca di chiese e chiesette (quasi 500 edifici di culto), molte delle quali restaurate dopo il sisma del 1980, ma il più delle volte chiuse al pubblico o aperte solo per lo svolgimento delle funzioni liturgiche e parrocchiali con orari coincidenti con quelli di messe e celebrazioni eucaristiche. Pertanto, proporne una visita è difficile e un visitatore che capiti in uno dei nostri paesi segnalati dalle tante guide turistiche, anche on-line, ha poche possibilità di ammirare l’interno di chiese e cappelle (gran parte di loro risalgono al Sette-Ottocento) e visionarne le opere d’arte (dipinti, arredi sacri, sculture): ci si deve accontentare della fabbrica esterna dell’edificio di culto, mentre le preziose opere d’arte contenute, già in gran parte perdute in passato a causa di terremoti, furti, trasferimenti e incuria, restano comunque sconosciute ai non addetti ai lavori”.

In Irpinia però non ci sono solo chiese…

“E’ vero: ci sono una settantina di castelli, molti dei quali, purtroppo, allo stato di rudere già prima degli eventi sismici, per cui immaginare com’erano un tempo è difficile per il turista medio, che si accontenta della visione delle murature esterne. Ad esclusione del castello di Lauro (privato), di Bisaccia, oggi tra i più visitati in provincia, e quello di Torella dei Lombardi, sede di un museo civico e di manifestazioni culturali, gran parte degli edifici castellati irpini, anche quelli restaurati e resi fruibili, sono chiusi al pubblico o aperti in occasioni particolari attraverso richieste e permessi vari. Restano del patrimonio storico-artistico irpino alcuni palazzi nobiliari, una serie di fontane monumentali, tantissimi portali lapidei e case palazzate ottocentesche: ma tutti questi sono beni architettonico-culturali posseduti dal novanta per cento dei comuni italiani. Le aree archeologiche visitabili, invece, si riducono al momento a tre: quella di Aeclanum (Passo di Mirabella), dove si ammirano le aree messe in luce mezzo secolo fa; Abella (Avella), con i suoi mausolei funerari e l’anfiteatro, quest’ultimo aperto di recente al pubblico e Compsa (Conza della Campania), dove si può accedere su richiesta”.

Quindi, perché un turista dovrebbe scegliere per le sue vacanze culturali l’Irpinia e non il resto delle province campane, che offrono, a questo punto, le stesse attrattive con in più la possibilità di soggiornare lungo le coste?

“Credo soprattutto per le caratteristiche del paesaggio e per la ricchezza più importante che questa terra ha saputo dare, il vino. E’ su questo, credo, insieme al patrimonio culturale, che bisognerà contare – come stanno già facendo molti operatori del settore e amministratori concreti grazie anche a progetti mirati, come quello della Filiera enogastronomica per uno sviluppo serio di pacchetti turistici da proporre ai visitatori italiani e d’oltralpe. I centri storici, i palazzi, i castelli e le numerose chiese devono essere ben tenuti, resi funzionali, salvati dalla distruzione, ma possono essere obiettivamente inseriti solo come integrazioni negli itinerari delle “città” del vino e dell’offerta di pregevoli prodotti gastronomici con cui attirare seriamente i turisti, che per lo più giungono in Campania per visitare Napoli, la Reggia di Caserta o gli scavi di Pompei, Ercolano e Paestum. I nostri vini, invece, sono noti ovunque nel mondo e ottengono continui riconoscimenti, mentre le nostre residenze castellate e le nostre chiese non si diversificano dalle migliaia di tante altre sparse in tutta la penisola”.

E tutte le iniziative dei comuni irpini di proposte di visita a monumenti e opere d’arte?

“I vari comuni della nostra provincia, attraverso le Pro Loco o storici locali, sono tentati spesso a essere un po’ troppo campanilisti nel proporre itinerari culturali. Si tende sempre a magnificare i propri beni e le proprie radici storiche: ma sappiamo che l’80 per cento dei nostri 118 comuni sono nati in epoca bassomedievale, hanno avuto uno sviluppo lento e povero arrestato dal feudalesimo, sono stati ricostruiti più volte a causa dei tanti terremoti che hanno colpito la provincia nel corso dei secoli: quindi, niente di veramente straordinario… E poi l’endemica mancanza di fondi non ha finora permesso la fruizione reale di molti agglomerati urbani medievali. A dare qualche speranza in più all’offerta turistico-culturale sono state le recenti aperture negli ultimi anni di diversi contenitori museali nella nostra provincia (40 tra raccolte, antiquarium e musei di riconoscimento regionale), di piccole e grandi dimensioni, che vedono in esposizione reperti che abbracciano un arco di tempo vasto, dalla preistoria all’età contemporanea, con ampi spazi dedicati alla civiltà contadina e dislocati strategicamente in diversi paesi”.

La Sua potrebbe apparire però una visione troppo limitata.

“Non credo. E’ la realtà dei fatti a darmi ragione. Finora i pochi turisti che giungono in Irpinia, secondo le recenti indagini statistiche regionali relative alle presenze alberghiere, sono prevalentemente condotti qui da motivi religiosi (santuari di Materdomini o Montevergine) o taumaturgici (Torre le Nocelle) o dai tanti centri di ricezione agrituristica che propongono vini doc abbinati a specialità locali. Poi c’è il turismo mordi e fuggi delle sagre estive, quello dei napoletani e casertani sui monti irpini (Partenio, Terminio, Laceno) e quello – limitato – delle solite gite scolastiche. Scarsissimo è il turismo “ufficiale””.

Oggi continuano a essere finanziati nuovi progetti in ambito regionale mirati allo sviluppo delle risorse storico-turistiche e ambientali della nostra provincia…

“Spero che questo flusso di denaro che continua ad arrivare non sia utilizzato solo per accontentare i destinatari di appalti, incarichi professionali e consulenze. Spero, fra l’altro, che si tenga conto delle professionalità locali e non di quelle provenienti da fuori provincia, che, fra l’altro, non credo amino più di tanto la nostra terra se non per il fatto che offre loro lauti guadagni! Spero che i progetti siano stati e saranno effettivamente portati a termine, ma credo vivamente che al di là delle prospettive di cui ho detto, non vedremo mai in Irpinia grossi flussi turistici finalizzati esclusivamente alle risorse storico-artistiche. Dobbiamo concentrare la nostra attenzione, come vedo si sta facendo da qualche anno, anche e soprattutto sulla valorizzazione dei prodotti vitivinicoli e delle specialità gastronomiche locali, sul rispetto e la conservazione del paesaggio e cercare naturalmente di tutelare al meglio le testimonianze culturali che abbiamo ancora, trascurando – se non ci sono abbastanza fondi – quelle del tutto inutili e improduttive. Solo così potremo offrire l’originalità di seri e concreti pacchetti turistici non improvvisati o “forzati”, la curiosità e l’abbinamento di formule di viaggi concreti e non usuali, per cui un giorno potremo finalmente vedere muoversi anche dal centro-nord gruppi di persone spinte dal desiderio di vedere il nostro territorio per la combinazione delle risorse che esso è in grado di offrire”.

Cristo e parroco crocifissi a Flumeri Un vero e proprio accanimento contro Don Claudio Lettieri, ma la comunità lo difende

Cristo e parroco crocifissi a Flumeri
DA OTTOPAGINE.IT
Un vero e proprio accanimento contro Don Claudio Lettieri, ma la comunità lo difende.
“Don Claudio Lettieri è uno noi, siamo stanchi di assistere a cattiverie gratuite nei suoi confronti che non gli appartengono e hanno un’unica regia, che tutti sappiamo. Stanno crocifiggendo anche lui oltre a Cristo.” Una pasqua di riflessione a Flumeri, ma anche rovinata purtroppo dalle notizie che nei giorni scorsi hanno visto come bersaglio il sacerdote, accusato di aver “stravolto” le tradizioni religiose in paese. Una ribellione che fino a questo momento si è rivelata montata ad arte, da chi è molto vicino alla regia. Ma a dare una bella risposta a questa disgustosa vicenda sono stati i giovani a Flumeri, quelli che Don Claudio ama tanto e protegge da ogni insidia. Hanno messo in scena una suggestiva Via Crucis Vivente, per dare una chiara risposta all’episodio di qualche settimana fa, battezzato come il droga party. Un modo per far capire a tutti che il paese è sano e quell’episodio è da considerare isolato o meglio una bravata come aveva già tenuto a precisare il primo cittadino Angelo Lanza. “Cristo – afferma Don Claudio – è morto anche per chi è vittima di tante forme di devianza, per chi deride, giudica e strumentalizza ogni azione e funzione liturgica.” Tutto è racchiuso in questo pensiero, moto chiaro e sincero. Non serve aggiungere altro.

Il pugile di Contrada Carmine Tommasone , battendo il cileno Cristian Palma, ha conquistato il titolo intercontinentale Featherweight WBA di Boxe

Affermazione ai punti per il pugile irpino all’epilogo di una contesa combattuta ed equilibrata. Ora l’assalto al titolo europeo.

Avellino – Il Palasport Giacomo Del Mauro celebra il trionfo di Carmine Tommasone che, battendo il cileno Cristian Palma, ha conquistato il titolo intercontinentale Featherweight WBA di Boxe.

Il pugile di Contrada ha superato ai punti l’avversario (118-110, 119-108, 119-109), affermandosi nella categoria dei Pesi Piuma.

Sotto gli occhi della gloria del pugilato irpino Agostino Cardamone, oltre che dei calciatori dell’Avellino Marcello Trotta e Antonio Zito, Tommasone ha provato nelle ultime riprese a mettere ko Palma con il verdetto che alla fine è stato dalla parte dell’atleta della Contrada Boxe.

Tommasone ora ha nel mirino il titolo europeo, ma intanto ha già mandato in visibilio un’intera provincia appassionatasi al suo fianco.
LINK

Al Paladelmauro l’incontro per la corona dei Pesi Piuma Il titolo Intercontinentale WBA arriva in Irpinia, Tommasone è il nuovo campione
Il pugile di Contrada domina e batte ai punti Cristian Palma. Festa grande sugli spalti .
Vince Carmine Tommasone, vince l’Irpinia. Il campione italiano featherweight alza al cielo di Avellino il titolo Intercontinentale WBA dei pesi piuma, dopo dodici intensi round combattuti con grande veemenza e generosità contro un indomito quanto arcigno Cristian Palma. Il cileno resta in piedi per tutta la durata dell’incontro, ma il verdetto è unanime: 118-110, 119-108, 119-109.

I cartellini dei giudici sono la conferma di un match praticamente a senso unico, ma che ha avuto varie sfumature durante tutta la sua durata. Sospinto da circa duemila tifosi, il Lupo di Contrada si è trovato davanti un Palma duro a mollare e che ha sopperito alle difficoltà incontrate durante il susseguirsi dei round con il mestiere tipico dei pugili sudamericani. Tra qualche piccola scorrettezza e addirittura qualche smorfia, El Tigre ha cercato di provocare Tommasone che non è caduto nella trappola ed ha portato avanti il suo match senza scomporsi minimamente.

Sin dalla prima ripresa Mister Wolf ha fatto capire di volere a tutti i costi il titolo, con ripetuti attacchi al cileno, segnando irrimediabilmente il match già al quarto round, dove ha fatto vedere le cose migliori. Non solo colpi, ma anche tanta testa: Tommasone ha gestito alla grande la rabbiosa replica di Palma al sesto round, rispondendo colpo su colpo ed infiammando un PalaDelMauro vestito a festa.

La voglia di festeggiare il titolo mandando al tappeto il pugile cileno è stata tanta e lo si è capito a due riprese dalla fine, quando il Lupo ha schiacciato di nuovo, pesantemente, sull’acceleratore: Palma ha accusato la superiorità dell’avversario ma è riuscito a restare in piedi portando a termine il match. L’ultima campana è stata solo il preludio alla meritata vittoria.

Le facce dei due pugili al termine dell’incontro rappresentano platealmente quello che sarebbe stato il verdetto finale: Tommasone, abbracciato dai maestri Picariello e Zurlo, già esultava volgendo lo sguardo ai suoi tanti tifosi, mentre il cileno aspettava solo la conferma della sua nona sconfitta in carriera. La lettura del verdetto ha dato il la al tripudio generale: tanti sorrisi, ma anche tanta commozione. Gli occhi lucidi del Presidente del Coni provinciale, Giuseppe Saviano, sono la conferma di una vittoria cercata e voluta da tutti e sublimata dalle scene di gioia collettiva vissute al termine dell’incontro. L’Irpinia ritrova un altro campione dopo l’era di Agostino Cardamone al termine di una serata storica. Il sogno è vedere Tommasone sul trono europeo dei featherweight: la vittoria di stasera è un passo concreto quanto importante per la sua realizzazione. link

Monteverde nella classifica dei borghi più belli d’Italia 2015

Davide non ha sconfitto Golia, ma ci ha regalato una straordinaria lezione. Il borgo di Monteverde, dopo aver già conquistato il titolo di borgo più bello della Campania, non è riuscito a ripetere il miracolo imponendosi come borgo più bello d’Italia. E’ arrivato secondo dietro il borgo di Montalbano Elicona.

Ma, come dicevamo, ci ha regalato una lezione straordinaria molto più preziosa di qualunque concorso vinto. Una lezione di bellezza semplice, quel tipo di bellezza che può ritrovarsi solo nella riscoperta di qualcosa che già ci appartiene ma sulla quale, per svariate contingenze, non ci siamo mai soffermati davvero. Siamo figli di una terra ancora vergine in un’epoca in cui gli spazi sono già tutti occupati.

Una terra dal grembo ricco di frutti: i vini, gli oli, i formaggi e dal volto altrettanto piacente: un acquerello d’indescrivibile incisività che si nutre di paesaggi così diversi fra loro eppure così complementari, le vette impervie del Partenio e dei Picentini che fanno da contraltare alla natura poetica e placida dell’Oasi di Conza, il profondo sottobosco del Partenio che richiama gli spazi aperti che invadono Pizzo San Michele. Per non parlare di ogni singolo borgo irpino che con eleganza eterea galleggia fra luoghi avversi e angusti che, per la loro scarsa accessibilità, esaltano ulteriormente queste gemme di indescrivibile bellezza.

L’Irpinia è una terra semplice che quando è chiamata in causa per sostenere i propri figli, accorre in massa. Ce l’ha ricordato Monteverde, che grazie alla sua petizione partita dalla fantasia di pochi ragazzi, ha finito per riunire intorno al proprio vessillo migliaia di seguaci. Un esercito che si è mobilitato contribuendo alla causa con foto, video, facendo il passa parola, per ricordare agli abitanti di Monteverde, 800 anime, ma anche a tutti gli Irpini che ci siamo anche noi: fieri, semplici, unici.

Una senso d’identità che troppo spesso viene disperso dal vento di una sterile competizione provinciale che in questi anni ha finito per dilaniarci tutti senza far vincere mai nessuno, un provincialismo che nel nostro capoluogo trova la sua manifestazione più evidente. Lo ha ricordato il nostro direttore in un recente articolo in cui evidenziava come la provincia temesse il suo capoluogo.Un atteggiamento provinciale che potrebbe manifestarsi anche nell’illusione di credere che risultati come quelli conseguiti da Monteverde, seppur straordinari, possano rappresentare la panacea di tutti i mali. Per fare turismo, per spingere il mondo a venire a conoscere questa terra ci vuole altro, lo sappiamo, l’abbiamo ripetuto tante volte, anche a proposito del primo risultato che Monteverde ha centrato fregiandosi del titolo di borgo più bello della Campania.

Ma come dicevamo in apertura di articolo, Monteverde ci ha dato una lezione ben più importante di qualsiasi titolo o premio, e noi non possiamo che ringraziarlo per averci ricordato ancora una volta, quanto sia meraviglioso essere irpini.
link

Classifica dei borghi più belli d’Italia 2015: Montalbano Elicona, in provincia di Messina, quest’anno si aggiudica il primo posto.
In seconda posizione de “Il borgo dei borghi” un altro piccolo comune del Sud Italia, Monteverde, in provincia di Avellino. Sul gradino più basso del podio, invece, Castelsardo, località in provincia di Sassari.
La classifica finale di quest’interessante iniziativa è stata trasmessa in diretta su Rai Tre nel corso di una puntata de “Alla falde del Kilimangiaro“, condotta da Camila Raznovich e Dario Vergassola.

Le località in gara erano inizialmente 40, diventate 20 in seguito alle preferenze espresse dal pubblico da casa attraverso il televoto.

La “top five” di questa speciale graduatoria si chiude con il comune di Pitignano, in provincia di Grosseto, al quarto posto e Bovino, in provincia di Foggia, al quinto


Spring Fest, il primo maggio a Galatina

Voglia di sole, di aria pulita, di colori. Ma soprattutto di sorrisi. L’intento della Spring Fest, organizzata da Castellinaria Baby Space,..

Galatina

Salvini qui non conta nulla.

Mirco Patron, sindaco in carica, può dormire sonni tranquilli e dedicarsi al suo passatempo prederito, la corsa, che appassiona anche Paola Candiotto, al comando in comune prima di lui. E..

Campodarsego

I camper delle illusioni

In un contesto in cui la rabbia verso la politica sta segnando un distacco sempre più netto tra cittadini e potere,..

Cetona

L’Ascom, l’Archivio Storico e la Biblioteca Cittadina di Somma Vesuviana insieme per il 70^ della Liberazione.

Somma Vesuviana. Il settantesimo anniversario della Liberazione è occasione per rilanciare con forza il messaggio del sacrificio di coloro che si..

Somma Vesuviana

CONCERTO DI ERINA LO VERDE AL GEODEUS SERATA DI BENEFICIENZA PER BIAGIO CONTE

Campofelice di Roccella, sul lungomare Mediterraneo presso il Geodeus , il 30 aprile alle 21,30 – L’ Associazione Culturale “Amici del caffe” col patrocinio dei Comuni di Lascari, Campofelice, Cerda,..

Campofelice di Roccella

Murlo: Giornata Mondiale del Libro

“Un libro, avere un libro tra le mani è scoprire mondi nuovi, terre sconosciute; è viaggiare, con il pensiero, con la..

Murlo

Serata di film di montagna a Moena

Giovedì 23 aprile alle 20.30 nella sala consiliare del comune di Moena serata di filmati di montagna. Il primo riguarda l'attività..

Moena

ALBAIRATE -18ª MANIFESTAZIONE DI PROMOZIONE AGRICOLA

Comunicato stampa-Comune di Albairate-Evento popolare e religioso in onore del patrono San Giorgio-Albairate continua ad essere il ..

Albairate

Migranti, ancora arrivi in Irpinia. Sessa: “Servono strutture o niente accoglienza”

Migranti, ancora arrivi in Irpinia. Sessa: “Servono strutture o niente accoglienza” LINK La migrazione da una sponda all'altra del Mediterraneo è un'invasione silenziosa. Nell'ultima settimana sulle coste siciliane sono sbarcate 1.500 persone..

Flumeri

Immagini di Flumeri

    Per visualizzare le foto della tua città devi configuare flickrRSS.

Tutte le immagini di Flumeri su Flickr →

Prossimi eventi in città

Locali di Flumeri