Blog di Flumeri.
Fai sentire la tua voce!

Se vuoi scrivere news, notizie, eventi, foto, video, contattaci

Irisbus, pari dignità per gli operai. Differenze di salario tra irpini e romagnoli: si rischia lo scontro

Dal Quotidiano
Irisbus, pari dignità per gli operai
L’Irisbus adesso imbocca la curva più delicata: l’analisi nel dettaglio del piano industriale con le valutazioni sul contratto di lavoro e sulle qualifiche professionali che la nuova società dovrà riconoscere. Nella Industria Italiana autobus confluiscono gli ex dipendenti della Irisbus e della Bredamenarinibus provenienti da aree diverse, con una diversa storia e con una retribuzione sensibilmente differente. Tutto questo, secondo il segretario generale della Cisl IrpiniaSannio, Mario Melchionna, non deve indurre in errore, oppure alimentare divisioni e polemiche tra i lavoratori. “Evitiamo di creare equivoci – afferma il rappresentante della Cisl – non credo che in occasione della riunione del 27 novemre presso la Confindustria di Avellino si debba discutere sui lavoratori di un’azienda rispetto all’altra: c’è una nuova società e da questo occorre riprendere, poi il sindacato irpino discuterà dei propri lavoratori e quello romagnolo degli altri. Siamo ottimisti perché fino a questo punto tutti i passaggi annunciati sono stati rispettati, anche se ogni riunione ha la sua storia. Il piano delle assunzioni partirà subito ed entro due anni dovrebbe essere completato. All’inizio lo stabilimento di Flumeri sarà una officina per la manutenzione dei mezzi pubblici, ma non è detto che non si possa anche avviare la produzione di bus di piccole dimensioni. Personalmente non vedo difficoltà, anche se è chiaro che adesso la vertenza imbocca la strada più tortuosa. Come Fim Cisl siamo in contatto continuo tra noi – conclude Melchionna – con il segretario nazionale che è sempre stato presente agli incontri al Mise”. Ma sul trattamento dei lavoratori il sindacato potrebbe dividersi: il segretario provinciale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Oliviero, è categorico: “Se i lavoratori sono assunti dalla stessa società, non accetteremo disparità di trattamento – precisa – a tutti gli addetti devono essere riconosciuti gli stessi diritti, su questa circostanza non avanziamo nemmeno l’ombra di dubbio. All’amministratore delegato della King Long, Stefano Del Rosso, questa esigenza è stata già rappresentata e non ci sembra che la risposta sia stata negativa. Abbiamo condotto una lotta durata per oltre tre anni ed alla fine non svenderemo i lavoratori, né consentiremo ad altri di farlo. Gli stipendi degli operai irpini – conclude Oliviero – dovranno essere equiparati a quelli percepiti dagli addetti della Bredamenarinibus, diversamente organizzeremo azioni di contrasto”. Anche la Fiom, che idealmente è sempre stata meno ottimista sulla riuscita dell’operazione, insiste sulla parità dei diritti tra tutti i lavoratori, senza alcuna distinzione territoriale. Il 27 novembre sarà il giorno della verità, anche in considerazione della circostanza per la quale il giorno successivo il sindacato incontrerà il vertice della Fiat per chiedere il blocco della procedura per la mobilità dei lavoratori.

“Pronto a battermi per voi”
«Credo il 18 sia nato davvero un fidanzamento. Ovviamente dobbiamo migliorarci l’uno con l’altro conquistando e tenendo viva una fiducia reciproca» ci dichiara Stefano Del Rosso due giorni dopo l’incontro al MISE e prosegue «Alla fine alcuni di loro si sono tolti la giacca e mi hanno fatto vedere una maglietta. Mi è venuto un nodo in gola. Sul retro c’era scritto “come eravamo – Irisbus” e davanti “come siamo con IIA”. Un momento da brividi. Non sono riuscito a proferire niente. Mi hanno commosso. Sono persone speciali. Le garantisco che per queste persone mi batterò fino alla morte »

Irisbus, ecco il piano

Si va ormai delineando il futuro produttivo del sito ex Irisbus di Flumeri, fermo da quattro anni. L’amministratore delegato della neonata Industria Italiana Autobus (Iia), Stefano Del Rosso ha infatti presentato ieri al ministero dello Sviluppo Economico i dettagli del piano industriale al quale sono affidate la ripartenza dell’impianto e la prospettiva occupazionale dei 300 dipendenti.

A FLUMERI UNA FOLLA DI FEDELI ACCOGLIE IL QUADRO DELLA MADONNA DI POMPEI

DAL QUOTIDIANO DEL 22 11 14

In Flumeri, addobbato con palloncini e manifesti alle ore 18.00, alla presenza di un folto pubblico e delle autorità locali civili, militari e religiose, è giunto da Pompei il quadro raffigurante la ” Madonna del Rosario ” di Pompei. L’avvenimento, voluto dal locale Parroco di Flumeri , Don Claudio Lettieri, segue di poco il pellegrinaggio che egli stesso fece, alla testa di un gruppo di fedeli al Santuario di Pompei.

La folla alla testa l’Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi S.E. Pasquale Cascio, il Parroco Don Claudio Lettieri, il Sindaco Angelo A. Lanza, i Consiglieri Comunali, il Maresciallo Luciano Morante Comandante la locale Caserma dei Carabinieri , la Confraternita di S. Rocco con il Priore Franco Bravoco e i suoi associati,

Il quadro della Madonna, in questo momento a Flumeri nella chiesa madre, rimarrà esposto all’adorazione dei fedeli, fino a tutto domenica 23 novembre 2014. Dopo di che ritornerà, alla sua sede naturale e cioè il Santuario di Pompei che è anche Basilica Pontificia e come Loreto è sede di un vescovo(prelatura) con giurisdizione su Pompei. In relazione anche a questo evento, domani 22 novembre ’14, la confraternita di S. Rocco nella sua sede di Piazza S. Rocco, offrirà un pranzo a tutti i disabili, della sede vescovile di Ariano e Lacedonia. (DAL CIRIACO)

Storia del quadro della Madonna

Il quadro della Madonna di PompeiBartolo Longo, nel suo intento di propagandare la pratica del Rosario tra i Pompeiani, si recò a Napoli per comprare un quadro della Madonna del Rosario. L’idea era quella di acquistarne uno già visto in un negozio, ma le cose non andarono così. Per puro caso infatti incontrò in Via Toledo Padre Radente (suo confessore) che allo scopo gli suggerì di andare al Conservatorio del Rosario di Portamedina e di chiedere, in suo nome, a Suor Maria Concetta De Litala un vecchio quadro del Rosario che egli stesso le aveva affidato dieci anni prima. Bartolo seguì tale suggerimento, ma fu presto preso da sgomento quando la suora gli mostrò il quadro: una tela corrosa dalle tarme e logorata dal tempo, mancante di pezzi di colore, con la Madonna in atteggiamento antistorico, cioè con la Vergine che porge la corona a Santa Rosa, anziché a Santa Caterina Da Siena, come nella tradizione domenicana. Bartolo fu sul punto di declinare l’offerta, ma ritirò comunque il dono per l’insistenza della Suora. Nel tardo pomeriggio del 13 novembre 1875, l’immagine della Madonna giunse così a Pompei, su un carretto guidato dal carrettiere Angelo Tortora e adibito al trasporto di letame. Fu scaricata con la sua consunta copertura di fronte alla fatiscente Parrocchia del SS. Salvatore, ove ad aspettarla c’erano l’anziano parroco Cirillo, Bartolo e altri abitanti. Lo sgomento che inizialmente aveva colto Bartolo, colse anche tutti gli altri presenti, quando tolta la coperta, fu mostrato il quadro. Furono tutti d’accordo che il quadro non si potesse esporre per timore di interdetto, prima di un restauro anche solo parziale.

Il primo restauro fu opera di Guglielmo Galella, un pittore riproduttore delle immagini dipinte negli Scavi dell’antica Pompei. La vecchia tela, esposta nella parrocchia del SS. Salvatore, nei successivi tre anni, subì ulteriori deterioramenti.

Essa fu così restaurata per la seconda volta e sempre gratuitamente dal pittore napoletano Federico Maldarelli, che si occupò anche di trasformare la figura di Santa Rosa in Santa Caterina da Siena. Un altro artista napoletano, Francesco Chiariello, sostituì la malandata tela, allungandola di un palmo, prima che il Maldarelli facesse il secondo vero restauro.
Il quadro non fu più posto nella parrocchia del SS. Salvatore, ma su di un altare provvisorio, in una cappella (detta poi di Santa Caterina) nel Santuario in costruzione. L’immagine della Madonna si coprì ben presto di pietre preziose, offerte quali attestazioni di grazie ricevute. Papa Leone XIII nel 1887 benedisse il meraviglioso diadema che cinse la fronte della Vergine. E tra i diamanti e gli zaffiri che formavano le aureole sul capo della Madonna e del Bambino si potevano notare quattro rarissimi smeraldi, dono di due ebrei beneficati.

L’ultimo restauro fu effettuato nel 1965, al Pontificio Istituto dei Padri Benedettini Olivetani di Roma, un restauro altamente scientifico, durante il quale, sotto i colori sovrapposti nei precedenti interventi, furono scoperti i colori originali che svelarono la mano di un valente artista della scuola di Luca Giordano (XVII secolo). In tale restauro furono eliminate quasi tutte le pietre preziose, onde evitare danni e perforazioni alla tela. In quell’occasione l’immagine della Madonna rimase esposta alla venerazione dei fedeli per alcuni giorni nella Basilica di San Pietro e il 23 aprile, il Quadro fu incoronato da Papa Paolo VI.
Il ritorno dell’Icona a Pompei, avvenne in maniera solenne, con un corteo di ecclesiastici e di fedeli che si ingigantiva man mano che si attraversavano le città, lungo il tragitto Roma-Pompei. A sera inoltrata, il Quadro giunse a Napoli ove fu accolto con luminarie e fiaccolate, per poi proseguire con un largo seguito di Napoletani fino a Pompei, ove il viaggio si concluse in modo trionfale con una grande manifestazione.

Nel 2000, per il 125° anniversario, il Quadro ha sostato per cinque giorni nel Duomo di Napoli, dove è stato venerato da migliaia di fedeli. Il ritorno a Pompei è stato fatto a piedi, seguendo il tracciato del 1875, con diverse soste nelle città della provincia. Per tutto il giorno centinaia di migliaia di persone hanno affollato il percorso di trenta chilometri che separa Pompei dal capoluogo.

Il 16 ottobre 2002, il Quadro è tornato a piazza San Pietro, per esplicita richiesta del Papa Giovanni Paolo II che, accanto alla “bella immagine venerata a Pompei”, ha firmato la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae.( Tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera).

L’Avellino gioca solo un tempo, finisce 0-0 con il Varese

E’ un Avellino bello a metà quello visto contro il Varese. Primo tempo brutto giocato in maniera scialba dai biancoverdi che pungono pochissimo e non creano pericoli così come gli ospiti. Nel secondo tempo tutt’altra musica con occasioni importanti per portare a casa il bottino pieno. E’ mancato solamente il gol in una gara che gli irpini avrebbero, tutto sommato, meritato di vincere. Un solo punto in due sfide interne; ci si aspettava qualcosa di più.

Massimo Rastelli in sala stampa ha commentato la partita contro il Varese: “La prossima volta la butto dentro con le mani” ironizza il tecnico dell’Avellino che prosegue: “Ci è mancato solo il gol in una partita dove abbiamo concesso pochissimo al Varese. La prestazione è stata buona creando tante occasioni da gol non sfruttate”. Primo tempo da dimenticare: “Poco veloci e poco lucidi. Nella ripresa con gli ingressi di Arrighini e Soumarè siamo stati molto pericolosi. Quest’ultimo deve entrare a partita in corso per far bene come stasera”.

Giornata 15 del 22/11/2014
Avellino 0 - 0 Varese
Bari 2 - 1 Trapani
Brescia 3 - 3 Carpi
Catania - - - Latina
Frosinone 5 - 1 Livorno
Modena 2 - 0 Pescara
Perugia 2 - 2 Ternana
Pro Vercelli 2 - 0 V. Entella
Spezia 1 - 1 Bologna
V. Lanciano 1 - 1 Crotone
Vicenza 1 - 1 Cittadella

Il Modena affonda sotto i colpi di Castaldo. L’Avellino si esalta al Braglia

Colpo esterno dell’Avellino che si impone a Modena e incassa tre punti utili per restare in zona promozione. Gli irpini si impongono 2-1 nella sfida del ‘Braglia’ con la doppietta di Castaldo che stende una squadra, quella di Novellino, apparsa troppo nervosa. Gli ospiti sbloccano il risultato al 21′ con l’attaccante che ribatte in rete dopo il palo centrato da Comi. Prima dell’intervallo la squadra di Rastelli trova il raddoppio, ancora firmato da Castaldo che trasforma il rigore concesso per il contatto in area tra Tonucci e Comi.

Prova a riaprire la gara il Modena con la rete al 10′ di Granoche, servito ottimamente da Ferrari autore di un gran spunto. La squadra di Novellino ora ci crede ma alla mezz’ora resta in dieci uomini per il rosso sventolato a Nizzetto, reo di un fallo su Kone. Strada in salita per i ‘canarini’, che chiudono addirittura in nove uomini per l’espulsione di Manfrin per doppio giallo e vedono così ancora più arduo il tentativo di rimonta. Il Modena incassa così la seconda sconfitta consecutiva, mentre l’Avellino sale a -2 dal duo di testa formato da Frosinone e Carpi.
Dal Resto del Carlino

Spezia
2 - 1
Crotone

sabato 8 novembre
FP Bologna
0 - 0
Carpi

FP Brescia
1 - 3
Pescara

FP Catania
2 - 1
Varese

FP Cittadella
1 - 1
Latina

FP Frosinone
4 - 1
Trapani

FP Lanciano
1 - 0
Livorno

FP Modena
1 - 2
Avellino

FP Perugia
2 - 1
Virtus Entella

Dettaglio partita

FP Vicenza
2 - 1
Pro Vercelli

lunedì 10 novembre
20:30 Bari
vs
Ternana

CLASSIFICA

Pos Logo &Squadra PG Pti
1 Frosinone
13 25
2 Carpi
13 25
3 Spezia
13 23
4 Avellino
13 23
5 Lanciano
13 22
6 Bologna
13 22
7 Livorno
13 21
8 Trapani
13 21
9 Perugia
13 20
10 Pro Vercelli
13 17
11 Bari
12 16
12 Catania
13 15
13 Modena
13 15
14 Varese
13 15
15 Virtus Entella
13 15
16 Brescia
13 14
17 Pescara
13 13
18 Vicenza
13 13
19 Cittadella
13 12
20 Ternana
12 11
21 Latina
13 10
22 Crotone
13 10

Sant’Angelo dei Lombardi, sequestrato l’elettrodotto

Sant’Angelo dei Lombardi, sequestrato l’elettrodotto

Sequestrato l’elettrodotto di Sant’Angelo dei Lombardi, realizzato a poca distanza dall’Abbazia del Goleto. L’impianto è privo di autorizzazioni e provoca gravi danni all’ambiente. Una prima vittoria per i comitati civici dei comuni dell’Alta Irpinia che avevano presentato una serie di esposti alla Procura di Avellino. Il caso era finito anche in Parlamento con una interrogazione al Ministro dell’Ambiente del deputato Carlo Sibilia (M5S). Il provvedimento d’urgenza è stato adottato dal Procuratore della Repubblica di Avellino Rosario Cantelmo: il sequestro dei 18 chilometri di elettrodotto che parte da Sant’ Angelo dei Lombardi e attraversa i comuni di Lioni, Teora e Conza, è stato eseguito dal corpo forestale dello stato. I sigilli sono stati apposti ai 58 tralicci quasi tutti di altezza superiore ai 30 metri. Nel corso dell’inchiesta gli inquirenti della Procura hanno accertato che le opere eseguite erano prive di autorizzazione e dei necessari pareri in materia paesaggistica. In questo senso secondo la Procura l’elettrodotto potrebbe alterare l’ambiente e la fauna dal momento che i tralicci si snodano lungo il fiume Sele corridoio di migrazione della fauna selvatica. Emessi anche diversi avvisi di garanzia.

piccoli paesi
terre, paesaggi, piccoli paesi / il blog dei borghi dell’Appennino
dopo il sequestro dell’elettrodotto, COMITATI e ASSOCIAZIONI SCRIVONO ALLA PROCURA di AVELLINO
Associazioni ambientaliste e Comitati civici esprimono fiducia nell’operato della Procura di Avellino. E’ un momento molto delicato per il nostro territorio sempre più spopolato e sempre più facile preda degli speculatori ambientali; la magistratura va ringraziata e sostenuta.

<>.

Firmano il comunicato : (in ordine di adesione / aggiornamento alle ore 10 del 9.11)

Comitato Civico, Sant’Angelo dei Lombardi

Rete F.A.A. Forum Ambientale Appennino

Altragricoltura Campania

F.A.I. Fondo Ambiente Italiano, Delegazione di Avellino

Comitato No Petrolio, Alta Irpinia

Comitato No Eolico Selvaggio, Bisaccia

Comitato Tutela Fiume Calore, Taurasi

Associazione Madre Terra, Flumeri

Associazione InLoco Motivi, Avellino

Associazione La Strada dei Fiori e delle Preghiere Onlus, San Fele

Associazione L’Albero Vagabondo, Santo Stefano del Sole

Rifondazione Comunista, Commissione Ambiente Prov. Avellino

Meet Up Amici di Beppe Grillo di Avellino

Gruppo consiliare Castelnuovo di Conza “Di Geronimo-Castelnuovo Aria Gentile”

Associazione Ambiente e Salute, Tutela Valle del Sabato

Slow Food Alta Irpinia

Associazione Info Irpinia, Avellino

MeetUp Caposele 5 Stelle

Gruppo Attivo ‘Luciano Grasso’, Caposele

Comitato No Inceneritore, Oliveto Citra

Pro-Loco Alta Irpinia, Sant’Angelo dei Lombardi

Comitato No Alta Tensione, Lacedonia

Comitato No Megacentrale, Guspini

Centro Educazione Ambientale Eco-Museo del Salzola

Legambiente Avellino, Michele Di Maio

WWF Campania

Comitato Voria, Vallata

Associazione Sinergie, Bisaccia

Touring Club Italiano, Club di Territorio Paesi d’Irpinia

Prof. Franco Ortolani

Prof.ssa Albina Colella

Dr. Franco Fiordellisi

Prof. Giovanni De Feo

Blog Piccoli Paesi

-

seguono altre firme di cittadini che man mano pervengono ai vari comitati e associazioni / sono in corso ulteriori adesioni

-

Per aderire : inviare una .email a piccolipaesi oppure mettere ‘mi piace’ su Facebook o scrivere ‘condivido’ in commenti.

Flumeri terreni inquinati in Valle Ufita

Casalduni,miasmi dallo STIR comuni e cittadini sul piede di guerra

Flumeri, terreni inquinati
Fogna a cielo aperto nel territorio di Flumeri alle spalle del fiume Ufita. Nell’area compresa tra località Murge e Santa Margherita raccogliamo la lamentela di alcuni agricoltori e prendiamo visione del tutto. Odore nauseabondo, colata di liquido torbido che scorre in un solco tra i terreni ad uso agricolo per poi riversarsi per metà in un lotto privato e per il resto nel fiume Ufita. Riusciamo a seguire il “percorso fognario” fino alla sponda del fiume. Da qui una serie di arbusti, rovi e sterpaglie alte c’ impediscono di fotografare lo “sbocco” nel fiume. Visitare il luogo restituisce un senso di inciviltà, di mancanza di attenzione e cura del territorio, dell’ambiente e della salute pubblica. Perché in quelle zolle di terra, gli agricoltori ci lavorano con la testa chinata in basso. Costretti ad inalare un aria (a dir poco) acre emanata da questo rigagnolo a tratti stagnato e putrefatto. Uno scenario angusto che mai si dovrebbe permettere perdurare per più di 24 ore. Qui invece il disagio, a dire degli agricoltori, sarebbe presente da un paio di mesi circa. Segnalato presso gli uffici comunali, il problema pare sia stato rispedito al mittente. Nello specifico sembrerebbe che il personale che avrebbe raccolto la nota (verbale) non l’avrebbe riferita al primo cittadino. Lo contattiamo e ci riferisce di non essere a conoscenza della vicenda. Ci dice che la manutenzione del sistema fogne e depuratori è stata affidata ad un’azienda terza. Siamo noi a comunicare il “fatto” al sindaco. Lanza ad ogni modo riconosce che rientra nel suo ruolo di buon amministratore raccogliere e, in questo caso, farsi da tramite delle esigenze e problematiche dei cittadini. Che, in questo caso, sono sfuggite di mano. Nella zona che visitiamo c’è un depuratore recintato e chiuso con lucchetto. Dallo stesso vediamo un tubo abbastanza grande da dove ci aspettiamo esca “liquido” depurato. Non c’è nulla. Completamente asciutto. Da lì dovrebbe passare il contenuto fognario una volta depurato. Ad occhio nudo, osservando il tutto non riusciamo a spiegarci dove si sia “inceppato l’ingranaggio”. Perché nel “percorso” che parte dal depuratore non c’è nulla e tutto il putridume si trova accanto? In un “canale”, un fossato realizzato dai contadini per favorire il convergere dell’acqua piovana nel fiume. È quanto ci spiegano gli agricoltori del posto. Aria irrespirabile e rischio per la salute. Il letto del fiume è destinatario finale di questo scolo. Diverse volte abbiamo registrato il riversamento di rifiuti “speciali” sulle rive del corso d’acqua: olio, computer, taniche. Oggi il flusso d’acqua, già di poca portata, si appesantisce di un riversamento fognario.

link
Visita al biodigestore – S.Carlo di Cesena
La visita all’impianto di compostaggio e di produzione di energia rinnovabile a San Carlo di Cesena (FC)

Castaldo fa gioire l’Avellino nella partita contro il Catania

LINK



I rossazzurri perdono di misura contro l’Avellino e falliscono una ghiotta occasione per risalire la classifica. Un rigore segnato nel primo tempo da Castaldo (atterramento dello stesso giocatore irpino da parte di Frison, in realtà molto dubbio) permette agli irpini di incamerare i tre punti e confermare il Partenio come fortino inespugnabile. La vittoria di misura non rende però giustizia a una partita combattuta e avvincente fino alla fine.

Ritorno al successo per la squadra di Rastelli dopo due pareggi consecutivi e salto a 20 punti in classifica dopo una prestazione sufficiente, ma senza grandi acuti. Bene in difesa con Chiosa, migliore in campo. Gli irpini dedicano la vittoria ad Antonio Sibilia, lo storico presidente del sodalizio irpino scomparso mercoledì scorso a 94 anni.

I rossazzurri, invece, fanno un passo indietro rispetto alle due vittoriose gare casalinghe rimanendo nelle zone medio-basse della classifica con 12 punti. Si è fatta sentire l’assenza di Rosina in attacco che ha faticato a rendersi pericoloso. Fumoso Leto, isolato Calaiò, a corrente alternata Martinho, costretto a uscire ad inizio secondo tempo per problemi fisici. Out anche Peruzzi costretto a lasciare il campo già dopo mezz’ora di partita (problema muscolare da valutare).

Nel primo tempo partenza a ritmi bassi, l’Avellino passa al 21′ con Castaldo che realizza il rigore da lui stesso procurato per fallo del portiere degli etnei Frison (episodio dubbio che nemmeno vari replay chiariscono). Gli irpini gestiscono l’incontro, si chiudono in difesa e pungono in avanti con veloci ripartenze. il Catania replica con le pericolose conclusioni di Calaiò (33′) e Leto (38′), che Gomis ha neutralizzato. Le squadre si affrontano a viso aperto anche nel secondo tempo, con occasioni da una parte e dall’altra. L’Avellino va vicino al raddoppio con Arini (49′) e D’Angelo (54′), ma il Catania può rivendicare due chiare occasioni per pareggiare con Calaiò (60′) e Leto (62′) e torna a casa con zero punti.

CRONACA DELLA GARA

Il tecnico del Catania, Giuseppe Sannino conferma il 4-4-2: Frison (out Anania per una lesione al ginocchio) in porta, in difesa Peruzzi sulla destra con la coppia Sauro-Capuano confermata al centro. A sinistra Gyomber per dare più equilibrio e copertura. In mediana spazio alla collaudata coppia formata da Escalante-Rinaudo. Sugli esterni ci saranno Martinho a destra e Monzon sulla sinistra. In attacco Leto partner di Calaiò

Gli irpini scendono in campo con il 3-5-2: Gomis in porta, terzetto difensivo formato da Pisacane, Vergara, Chiosa. Sugli esterni spazio a Regoli e Visconti, in mezzo spazio a D’Angelo, Kone e Arini. In avanti spazio a Castaldo e Arrighini.

Primi minuti abbastanza tattici con le due squadre abbastanza guardinghe. Il primo tiro verso la porta arriva al 11′ con Pisacane: conclusione ampiamente da dimenticare. Il Catania gestisce bene soprattutto in mediana con Rinaudo ed Escalante e contiene le avanzate irpine (in verità, molto rare). Al 21′ l’Avellino ottiene un rigore per fallo di Frison su Castaldo. Dal dischetto lo stesso giocatore irpino batte l’estremo difensore rossazzurro e porta in vantaggio i padroni di casa. Piove sul bagnato in casa Catania: al 26′ Peruzzi è costretto ad uscire in barella per un problema fisico, al suo posto entra Marcelinho. Sannino mantiene il 4-4-2 con Gyomber a destra, Monzon a sinistra. A centrocampo gli esterni saranno Marcelinho e Martinho. Confermata coppia d’attacco formata da Leto e Calaiò. Curiosamente, nello stesso minuto, si fa male anche Vergara: fuori anche lui per far posto a Bittante. Al 32′ arriva il primo guizzo del Catania: Martinho, mette al centro una bella palla per Calaiò, ma il centravanti rossazzurro, disturbato dal sole, non calcola al meglio la discesa del pallone, rendendo facile l’intervento dell’estremo difensore di casa Gomis. La partita sale di tono con Martinho che cerca più volte il servizio giusto per Calaiò, ma è l’Avellino a sfiorare il raddoppio: al 34′ Regoli riceve palla in profondità sulla destra e mette al centro per Castaldo il quale non riesce a trovare la deviazione vincente a due metri dalla porta. Il Catania ci prova: al 37′ cross di Marcelinho dalla destra e colpo di testa, all’altezza del dischetto del rigore, del difensore rossazzurro. Gomis lo toglie da sotto la traversa e deviandolo in angolo. Finale di tempo concitato, ma il risultato non cambia.

Si riparte senza cambi. Prima occasione per l’Avellino. Al 48′ Destro di Arini di poco a lato. L’Avellino gestisce con il Catania che fatica a produrre azioni degne di nota. Al 55′ Sannino è costretto a fare a meno anche di Martinho che esce per problemi fisici: al suo posto entra Calello e il Catania passa al 4-3-3 con Marcelinho e Leto larghi in avanti, Calaiò centravanti. L’incontro non decolla con diversi errori da entrambe le parti. I rossazzurri ci provano e si fanno vedere dalle parti di Gomis in due circostanze: l’estremo difensore irpino fa buona guardia sulle conclusioni di Rinaudo e Leto. Catania più aggressivo: l’Avellino si scopre ed i rossazzurri ne approfittano con una fiammata improvvisa sulla sinistra. Sul cross è provvidenziale l’intervento aereo di Pisacane, in anticipo su Leto. Al 76′ Sannino getta nella mischia Çani al posto di Escalante per un 4-2-4 a trazione anteriore. L’Avellino gestisce con ordine la sfuriata finale rossazzurra e sfiora il raddoppio in contropiede con Zito, ma il pallone termina ampiamente sul fondo. I rossazzurri cercano la via del pari, ma non trovano il varco giusto e tornano a casa ancora senza un risultato positivo denotando i soliti limiti tattici e caratteriali.

AVELLINO-CATANIA 1-0

MARCATORI: 23′ Castaldo

AVELLINO (3-5-2): 22 A. Gomis; 19 Pisacane, 17 Vergara (dal 27′ Bittante), 27 Chiosa; 14 Regoli, 8 D’Angelo, 21 Kone, 4 Arini (dal 60′ Zito), 13 Visconti; 10 Castaldo, 11 Arrighini (dal 74′ Comi). A disp: 1 Frattali, 2 Petriccuolo, 23 Angeli, 24 D’Attilio, 7 Pozzebon, 15 Souamarè. All. Rastelli

Squalificati: Ely, Filkor

Indisponibili: Fabbro, Bavena

Diffidati: Arini, Bittante, Pisacane, Schiavon

Ex di turno: Nessuno

CATANIA (4-4-2): 1 Frison; 2 Peruzzi (dal 27′ Marcelinho), 24 Capuano, 15 Sauro, 23 Gyomber; 6 Martinho (dal 55′ Calello), 21 Rinaudo, 8 Escalante (dal 76′ Çani), 18 Monzon, 9 Calaiò, 11 Leto. A disp: 12 Ficara, 33 Ramos, 20 Chrapek, 13 Garufi. All.: Sannino

Squalificati: nessuno

Indisponibili: Anania, Terracciano, Rolin, Spolli, Almiron, Castro, Piermateri, Aveni, Barisic

Diffidati: Calaiò, Capuano, Castro, Martinho

Ex di turno: Anania (nel 2003/04 – 9 presenze senza reti in gare ufficiali) Terracciano (nel 2008/09 – settore giovanile; nel 2013/14 – 18 presenze senza reti in gare ufficiali)

ARBITRO: Aureliano di Bologna

AMMONITI: Frison, Pisacane, Arini, Gyomber, Calello, Bittante

ESPULSI:

RECUPERO: 3′, 4′

METEO: sereno, 17°C, umidità: 61%, 12km/h moderato

CRONACA DELLA GARA

FINALE

4′ di recupero

88′ Ingenuità di Gyomber, che commette fallo su Castaldo quando ormai il pallone era diventato quasi irraggiungibile per l’attaccante irpino.

87′ Continua la pressione del Catania con Calaiò

85′ Il tiro di Zito si spegne sul fondo.

83′ Ammonito Bittante per intervento falloso su Calaiò

82′ Ammonito Calello per fallo su Kone

81′ Frison rischia di combinarla grossa a seguito di una strana indecisione in uscita. Alla fine, in qualche modo, l’estremo difensore etneo riesce a guadagnarsi la rimessa dal fondo

76′ CAMBIO CATANIA: entra Çani, esce Escalante

74′ CAMBIO AVELLINO: entra Comi, esce Arrighini

70′ Punizione di Marcelinho, Leto non ci arriva per un soffio!

67′ Catania pericoloso: Pisacane provvidenziale su Leto

66′ Subito un’occasione per il nuovo entrato dell’Avellino, che di destro impegna Frison.

65′ CAMBIO AVELLINO: entra Zito, esce Arini

64′ Ammonito Gyomber

62′ Leto riceve palla da Rinaudo al limite dell’area, concludendo poi di sinistro. Gomis para senza problemi.

60′ Rinaudo ci prova due volte! Pallone sul fondo.

58′ Catania vicino al pari: bella discesa di Monzon che mette in mezzo per Leto che non riesce a girare verso la porta dell’Avellino.

57′ Calello cerca subito un lancio in direzione di Calaiò, ma la difesa irpina non si fa sorprendere.

56′ Ammonito Arrighini

Il Catania passa al 4-3-3 con Marcelinho-Calaiò-Leto in attacco.

55′ CAMBIO CATANIA: entra Calello, esce Martinho (problemi fisici per il brasiliano)

53′ Frison evita il corner dopo la deviazione di Sauro sulla conclusione di D’Angelo.

48′ Botta di Arini: palla fuori alla destra di Frison.

46′ Rinaudo cerca subito Calaiò in avanti ma, di testa, Regoli si appoggia a Gomis.

46′ Il Catania batte il calcio d’inizio del secondo tempo.

SECONDO TEMPO

——————————–

FINE PRIMO TEMPO

3′ di recupero

44′ Ottima chiusura di Chiosa su Calaiò

41′ Capuano ferma fallosamente Kone.

Fase concitata del match con le due squadre che si protendono in avanti

40′ Miracolo di Gyomber che salva su Arrighini!

39′ Fallo tattico di Pisacane. Il difensore dell’Avellino viene ammonito da Aureliano.

37′ Sauro impegna Gomis: Cross di Marcelinho dalla destra e colpo di testa, all’altezza del dischetto del rigore, del difensore rossazzurro. Gomis lo toglie da sotto la traversa e deviandolo in angolo

34′ Avellino vicino al raddoppio: Regoli riceve palla in profondità sulla destra e mette al centro per Castaldo il quale non riesce a trovare la deviazione vincente a due metri dalla porta.

32′ Primo guizzo del Catania: Martinho, mette al centro una bella palla per Calaiò, ma il centravanti rossazzurro, disturbato dal sole, non calcola al meglio la discesa del pallone, rendendo facile l’intervento dell’estremo difensore di casa Gomis.

Pisacane diventa centrale, Chiosa rimane sul centro sinistra, mentre il nuovo entrato Bittante si posiziona sull’esterno destro. Anche l’Avellino passa al 4-4-2.

Il Catania mantiene il 4-4-2 con Gyomber a destra, Monzon a sinistra. A centrocampo gli esterni saranno Marcelinho e Martinho. Confermata coppia d’attacco formata da Leto e Calaiò.

27′ CAMBIO CATANIA: entra Marcelinho, esce Peruzzi

27′ CAMBIO AVELLINO. entra Bittante, esce Vergara

26′ Problemi muscolari per Peruzzi e Vergara. I due sono costretti ad uscire. Sembra particolarmente serio il problema del terzino rossazzurro uscito in barella dolorante.

23′ GOOL AVELLINO!!! CASTALDO!! Il capocannoniere della B soiazza Frison

21′ RIGORE AVELLINO!! Fallo di Frison su Castaldo! Cartellino giallo per il portiere rossazzurro che ha messo giù l’attaccante irpino, bucando l’anticipo all’altezza del vertice destro dell’area piccola. Rimane comunque qualche dubbio che nemmeno le immagini al replay hanno fugato.

18′ Regoli tocca corto per Visconti. La conclusione potente di quest’ultimo viene murata dalla barriera catanese.

15′ Castaldo cerca una conclusione improvvisa verso la porta avversaria, ma la traiettoria viene murata dalla difesa etnea.

Scintille tra Leto e Pisacane, ma Aureliano riprende subito in mano la situazione.

11′ Conclusione dalla distanza per Pisacane: palla ampiamente sul fondo.

In panchina il tecnico Sannino urla a squarciagola con Sauro. Ritmi bassi e poche emozioni in questa prima parte di gara.

6′ Mischia in area irpina, Leto tocca il pallone che finisce sul fondo. Rischio per Pisacane che trattiene vistosamente Calaiò.

Fase di studio in questi primi minuti. Le due squadre sono molto attente a non scoprirsi.

3′ Arrighini viene fermato in scivolata da Capuano

2′ Vergara chiude su Calaiò

1′ L’Avellino batte il calcio d’inizio!

PRIMO TEMPO

Prima dell’inizio del match un minuto di silenzio per ricordare lo storico presidente Antonio Scibilia.

14.57 Avellino con la maglia classica verde con pantaloncini bianchi. Catania con il completo interamente blu

14.54 Giornata primaverile allo stadio Partenio. Terreno non in perfette condizioni

A Flumeri il 21 novembre 2014 arriva il Quadro della Madonna del Santo Rosario di Pompei

Storia del quadro della Madonna

Il quadro della Madonna di PompeiBartolo Longo, nel suo intento di propagandare la pratica del Rosario tra i Pompeiani, si recò a Napoli per comprare un quadro della Madonna del Rosario. L’idea era quella di acquistarne uno già visto in un negozio, ma le cose non andarono così. Per puro caso infatti incontrò in Via Toledo Padre Radente (suo confessore) che allo scopo gli suggerì di andare al Conservatorio del Rosario di Portamedina e di chiedere, in suo nome, a Suor Maria Concetta De Litala un vecchio quadro del Rosario che egli stesso le aveva affidato dieci anni prima. Bartolo seguì tale suggerimento, ma fu presto preso da sgomento quando la suora gli mostrò il quadro: una tela corrosa dalle tarme e logorata dal tempo, mancante di pezzi di colore, con la Madonna in atteggiamento antistorico, cioè con la Vergine che porge la corona a Santa Rosa, anziché a Santa Caterina Da Siena, come nella tradizione domenicana. Bartolo fu sul punto di declinare l’offerta, ma ritirò comunque il dono per l’insistenza della Suora. Nel tardo pomeriggio del 13 novembre 1875, l’immagine della Madonna giunse così a Pompei, su un carretto guidato dal carrettiere Angelo Tortora e adibito al trasporto di letame. Fu scaricata con la sua consunta copertura di fronte alla fatiscente Parrocchia del SS. Salvatore, ove ad aspettarla c’erano l’anziano parroco Cirillo, Bartolo e altri abitanti. Lo sgomento che inizialmente aveva colto Bartolo, colse anche tutti gli altri presenti, quando tolta la coperta, fu mostrato il quadro. Furono tutti d’accordo che il quadro non si potesse esporre per timore di interdetto, prima di un restauro anche solo parziale.

Il primo restauro fu opera di Guglielmo Galella, un pittore riproduttore delle immagini dipinte negli Scavi dell’antica Pompei. La vecchia tela, esposta nella parrocchia del SS. Salvatore, nei successivi tre anni, subì ulteriori deterioramenti.

Essa fu così restaurata per la seconda volta e sempre gratuitamente dal pittore napoletano Federico Maldarelli, che si occupò anche di trasformare la figura di Santa Rosa in Santa Caterina da Siena. Un altro artista napoletano, Francesco Chiariello, sostituì la malandata tela, allungandola di un palmo, prima che il Maldarelli facesse il secondo vero restauro.
Il quadro non fu più posto nella parrocchia del SS. Salvatore, ma su di un altare provvisorio, in una cappella (detta poi di Santa Caterina) nel Santuario in costruzione. L’immagine della Madonna si coprì ben presto di pietre preziose, offerte quali attestazioni di grazie ricevute. Papa Leone XIII nel 1887 benedisse il meraviglioso diadema che cinse la fronte della Vergine. E tra i diamanti e gli zaffiri che formavano le aureole sul capo della Madonna e del Bambino si potevano notare quattro rarissimi smeraldi, dono di due ebrei beneficati.

L’ultimo restauro fu effettuato nel 1965, al Pontificio Istituto dei Padri Benedettini Olivetani di Roma, un restauro altamente scientifico, durante il quale, sotto i colori sovrapposti nei precedenti interventi, furono scoperti i colori originali che svelarono la mano di un valente artista della scuola di Luca Giordano (XVII secolo). In tale restauro furono eliminate quasi tutte le pietre preziose, onde evitare danni e perforazioni alla tela. In quell’occasione l’immagine della Madonna rimase esposta alla venerazione dei fedeli per alcuni giorni nella Basilica di San Pietro e il 23 aprile, il Quadro fu incoronato da Papa Paolo VI.
Il ritorno dell’Icona a Pompei, avvenne in maniera solenne, con un corteo di ecclesiastici e di fedeli che si ingigantiva man mano che si attraversavano le città, lungo il tragitto Roma-Pompei. A sera inoltrata, il Quadro giunse a Napoli ove fu accolto con luminarie e fiaccolate, per poi proseguire con un largo seguito di Napoletani fino a Pompei, ove il viaggio si concluse in modo trionfale con una grande manifestazione.

Nel 2000, per il 125° anniversario, il Quadro ha sostato per cinque giorni nel Duomo di Napoli, dove è stato venerato da migliaia di fedeli. Il ritorno a Pompei è stato fatto a piedi, seguendo il tracciato del 1875, con diverse soste nelle città della provincia. Per tutto il giorno centinaia di migliaia di persone hanno affollato il percorso di trenta chilometri che separa Pompei dal capoluogo.

Il 16 ottobre 2002, il Quadro è tornato a piazza San Pietro, per esplicita richiesta del Papa Giovanni Paolo II che, accanto alla “bella immagine venerata a Pompei”, ha firmato la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae.( Tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera).

ELEZIONI PROVINCIALI 2014 PROVINCIA DI AVELLINO I RISULTATI CON GLI ELETTI


E’ Domenico Gambacorta (Forza Italia) il nuovo presidente della provincia di Avellino. Il sindaco di Ariano Irpino, che e’ anche vice coordinatore regionale del partito di Berlusconi, sostenuto dalla lista di Forza Italia e da quella del Ncd, ha battuto a sorpresa Paolo Foti (Pd), sindaco di Avellino, al foto finish: 50,36% contro il 49,07. Sulla carta, Foti disponeva di una percentuale vicina al 70% dei 1.284 voti di altrettanti sindaci e consiglieri comunali dei 118 comuni irpini. Nelle urne, complice anche la scheda separata con la quale si votava per il candidato presidente, il risultato e’ stato capovolto: la vittoria di Gambacorta e’ maturata soprattutto nei comuni di terza e quarta fascia, quelli cioe’ con una popolazione da cinquemila a trenta mila abitanti, dove si applica il cosiddetto voto ponderato. Alla chiusura dei seggi, ieri sera alle ore 20.00, aveva votato il 95,25 per cento degli aventi diritto, 1.226 elettori su 1.284. La sconfitta del candidato democratico, sostenuto dalla lista del Pd e da altre tre liste, compresa quella dell’Udc di Ciriaco De Mita, fa divampare subito lo scontro all’interno del Pd dove diverse componenti chiedono le dimissioni del segretario provinciale, Carmine De Blasio, e della segreteria. Paolo Foti ha accettato il risultato delle urne senza per il momento rilasciare dichiarazioni. Smentite le voci secondo le quali il sindaco di Avellino aveva annunciato le sue dimissioni. Lo scrutinio e’ ancora in corso a Palazzo Caracciolo, sede della Provincia, per la elezione dei dodici consiglieri provinciali.
Dal Corriere link

nuovo Consiglio provinciale:
Presidente: Domenico Gambacorta (Forza Italia e Nuovo Centrodestra)
Partito Democratico: 4 seggi (Farina, Lengua, Tuccia, Montanaro)
Forza Italia: 2 seggi (Moschella, Giaquinto)
Nuovo Centrodestra: 2 seggi (Aurigemma, Palumbo)
Alleanza Civica: 2 seggi (Alaia, Mariconda)
Davvero: 1 seggio (Festa)
Costituente Popolare: 1 seggio (D’Angelis)

Castaldo a Sky: “Il titolo di cannoniere? Penso alla squadra”

Il bomber biancoverde (da Irpina oggi link) Gigi Castaldo è stato intervitato da Sky Sport in uno speciale sull’Avellino. Il numero dieci attualmente è in testa alla classifica marcatori del campionato di serie B con quatto gol: “Il nostro obiettivo è quello della salvezza – ha affermato la punta – ma vogliamo migliorare quello che è stato il nostro rendimento lo scorso anno. Vogliamo regalare soddisfazioni importanti a tifosi e società”. Sul possibile titolo di cannoniere: “Non ci penso”

Ercolano, elettrosmog e casi di tumori rari tra i bambini. L’esperto: «Quella scuola va chiusa»


«Da scienziato, mi sento di affermare che quella scuola dovrebbe essere chiusa. Almeno fino a quando non saranno portati a termine
tutti i rilievi e monitoraggi sulla qualità dell’aria e sull’emissione di onde elettromagnetiche». La scuola in questione è la media «Ungaretti» di via Case Vecchie a Ercolano, e a parlare è il professor Gerardo Ciannella, direttore dell’Unità di Medicina Preventiva dell’ospedale Monaldi di Napoli e docente di Tisiologia e Medicina del Lavoro.

Da tre anni, il medico è impegnato con il Gruppo Salute Ambiente Vesuvio nello studio sull’incidenza di patologie polmonari, leucemie ed altri tumori nella popolazione che vive in contrada San Vito, nella parte alta di Ercolano: una zona ribattezzata la «Terra dei Fuochi» vesuviana per la ultradecennale attività di discariche abusive e roghi tossici.

Ma l’immondizia non è l’unico pericolo. Nel corso delle sue ricerche, infatti, Ciannella ha scoperto che in quella zona diversi bambini si sono ammalati di rare neoplasie cerebrali e li ha collegati alla presenza dell’elettrodotto che attraversa quell’area con cavi e tralicci a pochi metri dalle abitazioni.

«Nell’ambito della ricerca effettuata a San Vito, è emersa un’incidenza anomala relativa a tumori al cervello e leucemie – dice il professor Ciannella – In particolare, sono stati riscontrati casi di neuroglioblastoma, un tumore rarissimo tra i ragazzi minori di 14 anni. Si tratta di una patologia che, secondo i più recenti studi internazionali, può essere correlata alle radiazioni elettromagnetiche dei cavi dell’alta tensione. Il nesso tra malattia e l’elettromagnetismo ha una causalità scientificamente accertata: in casi del genere, i bambini sono maggiormente a rischio perché la loro teca cranica non è ancora completamente sviluppata e quindi, essendo più sottile, protegge meno la massa cerebrale al suo interno».

Già qualche mese fa, il medico del Monaldi aveva parlato di questo rischio al sindaco di Ercolano e a un ispettore scolastico, invitandoli a chiudere l’istituto e ad avviare una campagna di monitoraggio delle radiazioni nella zona. La scuola Ungaretti, invece, ha regolarmente riaperto i battenti per l’inizio dell’anno scolastico: «In assenza di risposte dal Comune – commenta Ciannella – ho inoltrato la mia richiesta all’Arpac. I cavi dell’elettrodotto passano a meno di cinquanta metri dal tetto della scuola e non si conoscono i reali valori della potenza emessa dall’impianto: anche solo in via precauzionale, quell’istituto va chiuso. Il rischio è troppo alto, i giovanissimi studenti sono esposti almeno sei ore al giorno a queste radiazioni. Stiamo parlando di inquinamento elettromagnetico: un nemico invisibile che non puzza, ma che colpisce lo stesso. In casi del genere, l’unica soluzione definitiva per eliminare i rischi sarebbe interrare i cavi dell’alta tensione. Non chiedo di arrivare a questo, ma che almeno si faccia un serio monitoraggio della qualità dell’aria intorno all’elettrodotto e delle onde emesse dall’impianto».

A dare triste conferma dell’aumento di mortalità infantile è l’ex parroco della zona: «Non ho mai celebrato tanti funerali come nel periodo in cui sono stato a San Vito – conferma don Marco Ricci – Per questo decidemmo di rivolgerci al primario del Monaldi per chiedere un supporto scientifico».

A seguito di questa collaborazione, a inizio estate, il Gruppo Salute Ambiente Vesuvio presentò gli sconcertanti dati di una ricerca coordinata dal professor Ciannella a San Vito: su un campione di 314 famiglie, 203 avevano avuto casi di leucemia e tumori, per lo più polmonari, probabilmente causati dall’amianto bruciato nei roghi di immondizia.

DAL MATTINO DEL 16 09 2014


A Cetona La Guerra dentro di Barbara Schiavulli

Non solo gli “addetti ai lavori” hanno il privilegio di conoscere le persone che stanno dietro “le notizie” , i “reportage”, le “foto” o i “video” diffusi dai giornali o telegiornali..

Cetona

Irisbus, pari dignità per gli operai. Differenze di salario tra irpini e romagnoli: si rischia lo scontro

Dal Quotidiano Irisbus, pari dignità per gli operai L’Irisbus adesso imbocca la curva più delicata: l’analisi nel dettaglio del piano industriale con le valutazioni sul contratto di lavoro e..

Flumeri

LA Bella del PDR, partito di Renzi.

di Celeste INGRAO Una cosa sola voglio dire in risposta alle cretinate di Alessandra Moretti. Non siamo mai state austere e rigide e non abbiamo mai pensato di doverci mortificare. Siamo..

Campodarsego

Questa sera a Galatina lo storico dell’arte Philippe Daverio

Oggi sabato 22 novembre seconda giornata di lavori, per la manifestazione realizzata dalla Città di Galatina, Assessorato alla Cultura, con il..

Galatina

Barcellona P.G., I cittadini richiedono l'intervento urgente, per la pulizia dell'alveo del torrente Longano

Nebrodi Web Tv, la Tv della Provincia di Messina Arte, Cultura e Turismo Nebrodi Web Tv Approfondimenti di Attualità: emanuelcosentino.blogspot.com Notizie da:..

Barcellona Pozzo di Gotto

Pieveportomorone!! nebbia in Val Padana ed alla campagna sottana...

Si pronuncia un'ondata di nebbia sulla Val Padana che attraverserà la campagna sottana al basso pavese sudorientale.. e un gingol "La..

Pieve Porto Morone

Licenza - Fondo per la nascita e lo sviluppo di Start-up innovative (art. 6 L.R. 13/2013)

Fondo per la nascita e lo sviluppo di Start-up innovative (art. 6 L.R. 13/2013) Con la determinazione n. G15618 del 5..

Licenza

Murlo: Attenzione emergenza topi !!

Abbiamo trovato su un  social network, questo appello di una cittadina di Casciano di Murlo  che ci è sembrato utile pubblicare per informare  tutti i cittadini di Murlo.

Murlo

LEGGE AMMAZZA SUOLO - APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E AI CONSIGLIERI REGIONALI LOMBARD

Signor Presidente, signore e signori componenti dell'Assemblea legislativa lombarda,nelle prossime ore dovrete esprimervi sul progetto di legge..

Albairate

Il nuovo supermercato Lando non s'ha da fare!

La questione della costruzione del nuovo ipermercato Lando a Peraga di Vigonza non è ancora finita in casa del Movimento 5..

Vigonza

Immagini di Flumeri

    Per visualizzare le foto della tua città devi configuare flickrRSS.

Tutte le immagini di Flumeri su Flickr →

Prossimi eventi in città

Locali di Flumeri