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Una tesi di laurea sull’Avellino-Rocchetta, In_Loco_Motivi: “Grande soddisfazione”

Una tesi di laurea sull’Avellino-Rocchetta, In_Loco_Motivi: “Grande soddisfazione”
AVELLINO – Una tesi di laurea sulla ferrovia Avellino-Rocchetta. A realizzarla è stato il neo architetto Fabio Cappello con la collaborazione dell’associazione In_Loco_Motivi.

“Per noi è un motivo di grande soddisfazione in quanto questo lavoro, di notevole spessore tecnico, ha consentito ad un giovane studente di conoscere la bellezza del territorio irpino e della grande valenza paesaggistica della ferrovia Avellino Rocchetta. Quest’anno ricorre il 120* anniversario della inaugurazione totale della nostra ferrovia e questa tesi di laurea costituisce un orgoglioso augurio per tale ricorrenza che, insieme al Touring Club Italia della Campania, celebreremo il 25 ottobre a Lapio dove svetta il maestoso “ponte principe”, un capolavoro di ingegneria ferroviaria. Dopo una fase di netta chiusura che ha caratterizzato la gestione la politica dei trasporti della passata amministrazione regionale si intravede una inversione di tendenza da parte della nuova. La proposta di elettrificazione della linea Salerno-Avellino-Benevento dischiude una nuova e moderna prospettiva di sviluppo per la ferrovia in Irpinia. Ai decisori politici spetta determinarne tempi e modi per far uscire dall’isolamento ferroviario la nostra provincia in attesa che si definisca in modo chiaro l’iter della costruzione della linea ad alta capacità (Roma) Napoli-Bari(Taranto). Il lavoro di questo giovane architetto, intanto, ci riempie di speranze anche per la nostra Avellino Lioni Rocchetta……. Ad ottobre nelle sale cinematografiche sarà proiettato il film di Giamnbattista Assanti “ULTIMA FERMATA” con Claudia Cardinale, un film dedicato alla nostra ferrovia e ci piace immaginare che questo neo architetto possa diventare un giorno l’ ingegnere, protagonista del film, che doveva salvare la ferrovia Avellino Rocchetta”.
Di seguito le informazioni sulla tesi di Fabio Cappello.
“Mi chiamo Fabio Cappello, il 15 luglio 2015 ho conseguito con il massimo dei voti la Laurea in Architettura presso il DiARC della Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ a Napoli. La mia ricerca ha come titolo “Le piccole stazione della linea ferroviaria Avellino-Rocchetta S.A.”. Ho conosciuto questa linea ferroviaria grazie al mio relatore il Prof. Arch. Roberto Serino, e insieme all’amore per le piccole stazioni e al desiderio di scoprire un territorio vicino casa, ho deciso di approfondire le ricerche e farlo diventare tema della mia tesi. Pur non essendo irpino, grazie ai sopralluoghi sul territorio, alle ricerche e interviste di chi lo vive ogni giorno, ho ritenuto importante abbracciare questo tema e soprattutto la battaglia che si sta svolgendo tra chi vive nel territorio e chi lo amministra dall’alto. Baso il mio punto di partenza del progetto sulla riapertura, anche se parziale, del tracciato ferroviario, quindi mi muovo verso la progettazione di un nuovo modello di stazione ferroviaria che possiede in se una immagine fissa, ma è costituita da elementi combinabili. L’idea è di dare alla linea ferroviaria un modello di stazione proprio che si rifà ad alcune suggestioni locali e che ritorni ad essere un riferimento per essa. Per quanto possa essere interessante il viaggio, il paesaggio che si attraversa sarà visibile e tangibile solo una volta fermi e quindi durante le soste. In questi mesi ho ascoltato le differenti parti che si battono per la linea, ognuna per un fine diverso, e ho ritenuto più che giusto seguire coloro che vogliono la riapertura della ferrovia, conoscendo bene i problemi sorti dalla sospensione di quest’ultima, a vari livelli. Essendo pendolare posso bene capire cosa possa significare la mancanza di un adeguato collegamento con i punti nevralgici del proprio territorio. La particolarità e la criticità della linea che, per la maggior parte del tracciato, ha una distanza superiore ad un km dai centri urbani con le soste attive, diventa punto di partenza per ripensare il territorio e viverlo, le stazioni prendono la funzione di porte per immergersi nel paesaggio irpino ed i centri urbani rappresentano dei poli nel vasto campo di attrazioni.”

Flumeri, prima visita Pastorale del nuovo Vescovo S. E. Mons. Sergio Melillo

Flumeri, prima visita Pastorale del nuovo Vescovo S. E. Mons. Sergio Melillo
Ieri pomeriggio 16 agosto 2015 al suono delle campane a festa della Chiesa Madre e di quella di San Rocco e contestualmente dallo sparo di fuochi d’artificio, è stato salutato all’ingresso del paese di Flumeri, il Neo Vescovo della Diocesi di Ariano Irpino Lacedonia, S. E. Mons. Sergio Melillo.
La visita a Flumeri di S.E. Sergio Melillo è coincisa, con la festa di San Rocco che, ogni anno si celebra a Flumeri il 16 agosto. Per tale ricorrenza ritornano a Flumeri tutti quelli che, per motivi di lavoro sono costretti ad allontanarsi dal paese e per questa ricorrenza puntualmente ritornano.
Sua Eminenza Sergio, ha concelebrato con i Sacerdoti presenti la Messa Solenne e nella sua omelia ha ricordato che, «i poveri sono i destinatari privilegiati del Vangelo e l’evangelizzazione rivolta gratuitamente a essi è segno del Regno che Gesù è venuto a portare»

Allo Sponz Fest di Capossela il progetto ‘E.Colonia’ per l’Irpinia

Allo Sponz Fest di Capossela il progetto ‘E.Colonia’ per l’Irpinia

Nell’ambito dello ‘Sponz Fest’, il festival ideato e diretto da Vinicio Capossela in Alta Irpinia (Avellino) in programma da lunedì prossimo fino al 30 agosto, verrà presentato il progetto ‘E.Colonia – L’Irpinia che si vuole rialzare’. Il progetto nasce dallo studio di alcuni architetti per ridare vita alle bellezze irpine devastate dai terremoti.

‘E.Colonia’ ha preso il via a giugno e punta a ripopolare il borgo di Carbonara abbandonato dopo il terremoto del Vulture del 1930. Al posto di ruderi e rovine, da settembre, sorgeranno vere e proprie ‘capsule’ abitative ad alta efficienza energetica, calate o costruite, a seconda dei casi, nei ruderi da riabitare.

In questo modo, oltre a garantire la riconoscibilità dell’intervento di riuso, conservando le architetture esistenti, ne verrà assicurata una migliore risposta alle azioni sismiche.

Carbonara, nelle intenzioni dei promotori, tornerà a vivere grazie allo sviluppo di un distretto formativo/produttivo neo-artigianale, in grado di competere con la scena nazionale ed internazionale. Nascerà una vera e propria ‘accademia del design’, dove giovani makers impareranno a costruire oggetti seguendo le linee della tradizione e della modernità.

La scuola utilizzerà come atelier gli stessi laboratori degli artigiani, come biblioteca il museo etnografico, che da anni stenta a decollare, come docenti – oltre a quelli ufficiali della scuola – gli stessi contadini, falegnami, sarti, fabbri, senza dimenticare casalinghe e nonne.

“Il design che intendiamo noi – spiega l’architetto Enzo Tenore, ideatore del progetto coadiuvato da Katia Fabbricatti – mette in moto processi creativi, a partire dalla conoscenza dei luoghi, senza occuparsi in prima istanza dei risultati, della forma finale, ma badando a che il percorso del progetto sia corretto e coerente, tenendo insieme tutte le componenti emerse nel percorso ideativo”.

“Un nostro designer potrà parlare con una contadina e ‘disegnare’ una nuova tisana, ad esempio attraverso l’integrazione tra essenze antiche ed esotiche, non solo la sua grafica e il suo packaging – continua Tenore – Sarà connesso col mondo dai suoi margini, dove ? più semplice pensare, dove arrivano meno segnali distorti, dove le frequenze del pensiero possono mettersi in sintonia da subito con l’esistenza di ciascuno”.

Ai workshop e seminari sono intervenuti docenti di rilievo internazionale quali Andrea Anastasio, Bianco Valente e Vittorio Venezia con il direttore Marco Petroni. I prodotti realizzati daranno vita al primo catalogo di design rurale ‘E.Colonia’.

Anfiteatro romano, tombe e castello Normanno, tour in Irpinia – See more at: http://www.napolipost.com/anfiteatro-romano-tombe-e-castello-normanno-tour-in-irpinia

L’irpinia da visitare

Anfiteatro romano, Tombe romane e Castello Normanno. Avella, cittadina in provincia di Avellino, è una tappa da programmare nel viaggio alla riscoperta di luoghi d’arte in Campania. Intenso il programma di eventi che punta alla valorizzazione dei siti anche attraverso eventi che uniscono visite guidate, enogastronomia e musica popolare. La Festa dell’Arte con il gruppo “Sole e Luna” e “ZekeTam” nasce nel 2011, giunta alla sua 4° edizione, è organizzata dai giovani del gruppo Avellarte con il patrocinio del Comune di Avella e la collaborazione delle Associazioni locali e i residenti del Centro Storico di Avella. Location degli eventi le piazze e gli antichi palazzi. All’arte della pittura, scultura, dell’artigianato e dei mestieri si unisce la musica popolare (pizzica , tarantella e tammurriata), poi la gastronomia e tutti i prodotti tipici della città archeologica, del sud e dell’Irpinia. Molti i visitatori giunti da ogni parte della Campania. Durante gli eventi visite guidata ai siti archeologici anfiteatro, Tombe Romane e Castello Normanno. In settembre attesa la festa per la Madonna delle Grazie. link

Grottaminarda, “Festone” con Loredana Bertè

Grottaminarda, “Festone” con Loredana Bertè
DAL CORRIERE IRPINIA LINK
GROTTAMINARDA IN MODA IL 21 AGOSTO CON VALERIA MARINI
Grottaminarda – C’è tutto quello che ci si aspetta, in una festa di paese. Semplice, ma genuina. E nella cittadina ufitana, di questi tempi, si fa il conto alla rovescia in attesa dell’evento dell’anno: perché il Festone, per i grottesi, è questo. Piccolo o grande che possa essere ma sempre Festone. E questa estate si avvicina un traguardo importante: l’edizione del prossimo agosto, dal 21 al 25, sarà la numero 124. Niente male perché, gli anni, se li porta bene. Ed il nuovo comitato subentrato al vecchio un anno fa, stanno lavorando per migliorarlo. I festeggiamenti per il santo patrono Tommaso d’Aquino, al quale si affiancano Sant’Antonio da Padova e San Rocco da Montpellier, saranno un continuo intrecciarsi tra momenti civili e religiosi. Il primo giorno, 21 agosto, i grottesi saranno svegliati dai botti che annunciano l’inizio delle celebrazioni. Mentre nella chiesa madre di Santa Maria Maggiore, nelle ore mattutine e serali, saranno officiate le Messe, nel pomeriggio, alle 126.20, partirà l’ormai tradizionale corsa podistica “Con le ali ai piedi”, un meeting di atletica al quale partecipano, nelle varie categorie, i migliori atleti della Regione. Che dovranno girare il centro cittadino e le, strette, stradine del centro storico di Grottaminarda tra l’entusiasmo della folla. Alle ore 22, l’attenzione si sposta su piazza XVI Marzo 1978, dove ci8 sarà una esibizione artistica a cura di Pasqualina Bruno con la scuola di ballo Let’s dance. Alle 23, invece, la street band Sassinfunky street band. Il primo giorno finisce qui. Il 22 agosto alle ore 10 cerimonia davanti al Monumento ai Caduti di piazza Vittoria, in memoria dei morti che, da Grottaminarda, hanno dato la vita nelle guerre mondiali. Alle 19.30, si aprirà ufficialmente il Festone: con la consegna, da parte del sindaco Angelo Cobino, delle chiavi al santo patrono. Seguirà la solenne processione. Alle ore 20, intanto, si aprirà la mostra di artigianato locale, curata dalla Pro loco. Le bande musicali, un’altra attrazione del Festone a Grottaminarda, sono la”Città di Noicattaro”, impegnata nei matineè musicali, come la”Città di Lecce”. Una ottima scelta del comitato. Alle ore 19 del 23 agosto, una serata all’insegna degli anni 60 del secolo scorso:”Ciack si sogna”. Il giorno 24, poi, ci sarà il clou dei giorni agostani. Il concerto, previsto per le ore 22, di una delle signore della canzone italiana: Loredana Bertè. Ed il 25, ultimo giorno di festa, la chiusura con il botto. Anzi, i botti: sempre alle ore 22, ci sarà lo spettacolo pirotecnico che terrà i grottesi, e non solo, con il naso all’insù. Saranno in tre, le ditte a darsi battaglia a colpi di figure da disegnare nell’aria: Di Candia, Luigi Di Matteo e Romano tra i più bravi nel settore.

Flumeri ,solenni festeggiamenti in Onore di Maria SS. Assunta e San Rocco , il calendario delle festività civili e religiose anno 2015

Flumeri ,solenni festeggiamenti in Onore di Maria SS. Assunta e San Rocco , il calendario delle festività civili e religiose anno 2015.

Il giglio edizione 2015 pronto per essere tirato.

Una delle grandi manifestazioni di arte popolare di Flumeri, che si tramanda da diverse generazioni, è senza dubbio quella della costruzione del Giglio, effettuata in occasione della festa di San Rocco, come segno di fedeltà dei flumeresi verso il loro Protettore. Il Giglio di spighe di grano rappresenta il simbolo più evidente della cultura contadina, del folclore e della storia civile e religiosa di Flumeri. Intorno ad esso, s’intrecciano i valori dell’amicizia e del legame alle tradizioni. Nel lontano passato, il Giglio era dedicato alla dea Cerere, legato certamente alle origini pagane dei riti caratterizzati dall’offerta dei prodotti della terra. La parola Giglio significa proprio “Offerta di primizie”. In quel tempo, le primizie dei frutti ricavati dalla terra erano offerti in segno di devozione e di culto, perciò il Giglio non era altro che una particolare confezione, un modo caratteristico di presentare il dono. Nell’ultima giornata della mietitura, si prendeva da ogni campo una “gregna lunga” cioè un Giglio, si poneva in testa ad una donna e si portava, tra suoni e balli, al tempio, in segno di riconoscenza verso la dea e per ringraziarla del buon raccolto. Secondo quanto è stato possibile venire a conoscenza nel corso delle ricerche, nel lontano passato, ogni contrada portava in paese il suo Giglio cioè una semplice gregna che fu sostituita, più tardi, da covoni trasportati su un carro agricolo (la famosa carretta) addobbato secondo la fantasia di chi offriva il grano. Di qui la prima trasformazione di questa usanza. Gruppi di famiglie delle diverse contrade, decisero di legare i fasci di spighe intorno ad un’asta di legno per farne tanti Gigli recanti la scritta di colui che li donava. Nel lontano 1600, quando la popolazione flumerese scese da 600 a 240 persone, a causa della peste, i cittadini si misero sotto la protezione di San Rocco, sicuri che il Santo proteggesse oltre che dalla peste da altre disgrazie e malanni. I flumeresi ritenevano, infatti, che, in occasione dei disastrosi terremoti che investirono l’area, Flumeri e la sua popolazione fossero stati risparmiati dalla catastrofe per intercessione del Santo. Si racconta, tra l’altro, che un certo Maglione Rocco, in una calda notte di luglio, durante uno dei suoi abituali viaggi con il traino da San Nicola Baronia ad Ariano Irpino, s’imbatté in un uomo che, dal Campo Comune, vicino all’antico Portone, guardava verso il paese. Il Maglione chiese allo sconosciuto il motivo della sua presenza in quel luogo a quell’ora, (erano circa le tre del mattino) e si sentì rispondere: “Sto a guardia di questo paese e dei suoi abitanti”. Questo aneddoto spiega il motivo per cui il Giglio è stato dedicato verso il Santo Taumaturgo di Montpellier. Nel secolo XIX, i covoni cominciarono ad essere lavorati in paese, da volenterosi ricompensati con pasti caldi, offerti e preparati dalla Congrega di San Rocco, per formare un unico Giglio, simbolo dell’unità del paese e della riconoscenza collettiva verso il Santo per il buon raccolto e per la protezione avuta contro le calamità naturali. Alla fine dell’800 i Gigli si ridussero a due unità. Il primo, alto 10 metri, veniva allestito in rappresentanza delle contrade ed era chiamato: “asta”, il secondo, alto circa 20 metri, come simbolo della tradizione locale era il “giglio vero e proprio”. All’inizio del Novecento la preparazione del Giglio cambiò, infatti, si progettava la costruzione già all’inizio della primavera con l’accurata ricerca di un albero, che generalmente era un ciliegio o un pioppo, sul quale venivano montate le gregne. Nel mese di luglio l’albero, precedentemente individuato, veniva tagliato e trasportato al “campo comune”, dove si ammucchiavano i covoni. Nel campo gli uomini ripulivano il tronco dell’albero dai rami, lo sistemavano sulla carretta e lo legavano con robuste funi di canapa per fargli mantenere posizione verticale durante il trasporto. Le donne, invece, preparavano i mazzetti (matte’l) di spighe e le trecce che avrebbero ornato il giglio. Nei primi giorni di agosto si cominciava la vestizione delle parti più alte con i matte’l e poi seguiva l’alzata e il rivestimento della parte inferiore con le trecce fino a coprire tutto il carro ad eccezione del timone. Finita la vestizione, si cominciava la gara fra i contadini per ottenere il privilegio di offrire la coppia di buoi per il trasporto, che avveniva, come avviene tuttora, il pomeriggio del giorno di Ferragosto. Agli inizi degli anni Ottanta è stata modificata la struttura portante del Giglio, infatti, non c’è più un fusto d’albero, ma un robusto castelletto di travi legno, che man mano si ristringono fino a raggiungere l’altezza di 25 metri. Anche la base è cambiata, oggi è costituita da un carro di ferro che rimane ribaltato sino al momento dell’elevazione. Il Giglio, però, ha conservato la sua autenticità tradizionale, anche se ogni anno la forma dei pannelli subisce qualche lieve modifica per esigenze legate al rinnovamento estetico. La raccolta e la lavorazione dei covoni è rimasta invariata nel corso degli anni. La cerimonia dell’alzata precede di qualche giorno la traslazione, che avviene il 15 agosto. La prima operazione concerne l’attacco delle funi alla struttura del Giglio mediante le quali i “funisti” sollevano l’obelisco con l’ausilio degli altri fedeli. La fase più spettacolare riguarda il trasporto nel centro abitato del Giglio che viene lentamente trainato da un trattore con l’aiuto dei funisti, i quali debbono equilibrare le oscillazioni dell’obelisco, che viene depositato davanti la chiesa di San Rocco, dove rimane per tutto il mese di agosto. Alla realizzazione del Giglio partecipano, ancora oggi, molti giovani, adulti, anziani, uomini, donne e bambini, tutti devoti di San Rocco, che collaborano alla costruzione dell’obelisco con genuina e autentica fede, che può spiegare l’enorme sacrificio e le tante ore di lavoro spese onore del Santo.
Fonte: http://www.comunediflumeri.it

FLUMERI DOGANA BLUES FESTIVAL DAL 31 LUGLIO AL 2 AGOSTO 2015



DOGANA ARAGONESE -LOCALITA’ DOGANELLE -FLUMERI
Dal 31 luglio alle 21.00 al 2 agosto alle 3.00
IL grande evento Blues della regione campania,unico in provincia di Avellino ….Tre giorni di musica Blues da non perdere,ospiti internazionali si esibiranno nella splendida cornice della Dogana Aragonese di Flumeri.
Ospiti di questa edizione:
1)GENNARO PORCELLI & THE HIGHWAY 61
2) PETER KARP & SUE FOLEY
3)ELECTRIC DEVILS
4)MIGHTY MO RODGERS
5)THE BLUES QUEEN
6)COREY HARRIS & THE RASTA BLUES EXPERIENCE

L’eccellenza industriale del design italiano: “L’Irpinia è la Brianza del Sud”

MILANO EXPO 2015 L’ALBERO DELLA VITA
L’eccellenza industriale del design italiano: “L’Irpinia è la Brianza del Sud”
Uno dei pezzi forti del made in Italy arriva in Campania, per la precisione ad Avellino. Con l’obiettivo di “contaminare” e farsi contaminare, di creare ed immaginare pezzi di mondo diversi, di dare un grande valore alla creatività, all’innovazione ed al fatto che il mondo sta cambiando. Con l’obiettivo di aprire mondi diversi e di aprirsi a mondi diversi.
o studio Giorgetti è anche ad Avellino. L’eccellenza industriale del design italiano apre in Campania, dopo aver inaugurato a Roma lo scorso anno. Giorgetti sbarca in uno dei territori più affascinanti d’Italia, alla conquista – con il suo arredamento esclusivo e contemporaneo – di un pubblico aperto allo stile e qualità 100% Made in Italy.

La Brianza che incontra l’Irpinia, la Brianza che fa parlare il mondo per il suo genio, per l’innovazione. “Questa è una provincia che mi sembra molto vicina alla mentalità brianzola – afferma Carlo Giorgetti, il patron -. Non venivo in questa provincia da 20 anni, l’ho trovata diversa, migliorata tantissimo. Ho avuto modo di apprezzare anche una serie di imprenditori irpini, impegnati soprattutto nel settore vitivinicolo, che mi sembrano davvero molto lungimiranti ed in grado di costruire un percorso di sviluppo virtuoso, come del resto già stanno facendo”.

“Abbiamo deciso di investire sull’Irpinia perché vogliamo lanciare un messaggio importante: non è detto che le grandi cose, le cose belle, si debbano fare soltanto nelle metropoli”. Giorgetti Studio Avellino si trova nella suggestiva location di Palazzo Sarchiola, nella centralissima Piazza della Libertà.

150 metri quadrati di tradizione artigianale italiana in un appartamento interamente arredato dai pezzi unici dell’eccellenza Made in Italy, riconosciuta anche a livello internazionale. L’ubicazione centrale e ben visibile permette di accogliere con semplicità gli ospiti che avranno il piacere di visitare questo nuovo spazio Giorgetti, nel quale sono ricostruiti incantevoli angoli di quotidianità, da quello diurno alla zona notte.

L’arredo, interamente Giorgetti, sarà illuminato dagli elementi di design targati Viabizzuno, senza dimenticare partner come Penta, Dedar, Frette, Culti, Il Gruppo Borrelli, Ais e il Teatro Carlo Gesualdo di Avellino. La location non solo fungerà da sala espositiva aperta al pubblico, ma ospiterà costantemente eventi, presentazioni, conferenze, inaugurazioni, curati da “Lino Sorrentini Comunicazione”.

“Sarà una piccola perla e per la Campania – afferma l’architetto Catia Zotti, sales & project manager di Giorgetti studio Avellino -. Il nostro obiettivo è anche quello di far parlare tra di lodo moda, design, pittura, cucina e sport. Insomma, la creatività a tutto tondo”.

Ciriaco De Mita ritorna a Grottaminarda

Ciriaco De Mita ritorna a Grottaminarda


Ciriaco De Mita ritorna a Grottaminarda. L’ultimo intervento pubblico risale a circa sette anni fa. Nel pomeriggio di lunedì 29 giugno, alle ore 18,30, presso l’auditorium comunale, sito in via F.Flammia, nel corso di un incontro con i cittadini, l’ex presidente del Consiglio dei Ministri darà inizio ad un tour, teso alla costruzione del nuovo soggetto politico sui territori. Oltre al sindaco di Nusco, interverranno anche: Luigi D’Angelis, consigliere provinciale; Maurizio Petracca, consigliere regionale e Giuseppe De Mita, vice segretario nazionale dell’Udc. L’incontro rappresenterà anche un’occasione per ufficializzare l’adesione dell’avvocato Antonio Giovanni Terrazzano allo scudocrociato. Le visite di Ciriaco De Mita, nella cittadina dei servizi, hanno sempre rappresentato tappe fondamentali per l’area, basti pensare allo storico discorso del 1974, riportato sulle cronache nazionali e dove il leader di Nusco annunciò la nascita dello stabilimento di autobus della Fiat. Momenti significativi della storia recente grottese sono rappresentati dall’intervento dell’ex presidente per la sponsorizzazione dell’ex senatore Flammia, superando quell’eterno dualismo tra Dc e Pci, nonché dalla presenza di De Mita alla nascita del movimento politico locale, denominato il Gallo, tutt’oggi al governo della cittadina ufitana.

Con Carmine Ioanna la Scuola di Tarantella Montemaranese sbarca al “Gran Bal Trad”

Con Carmine Ioanna la Scuola di Tarantella Montemaranese sbarca al “Gran Bal Trad”
La Scuola di Tarantella Montemaranese sbarca al ‘Gran Bal Trad’ , il festival internazionale di danza e musica tradizionale di Vialfré a Torino. La scuola di Tarantella Montemaranese si esibirà domani 27 giugno, dalle 10.30 alle 12.30, sul “palco 1” del festival.

I musicisti irpini incanteranno turisti, appassionati e curiosi provenienti da ogni angolo del mondo, facendo rivivere la magia della tarantella montemaranese. Una tradizione antichissima che affonda la sua origine all’inizio dei tempi, nata come dualismo fra il centro e la periferia di Montemarano e divenuta simbolo dell’Irpinia tutta.
L’appuntamento di Torino rappresenta l’ennesimo riconoscimento per il lavoro della Scuola di Tarantella Montemaranese giunta al suo quarto anno di attività. Un percorso di valorizzazione territoriale che ha dato lustro a tutta l’Irpinia con decine di apparizioni che hanno raccolto consensi in tutta Italia e che sono valsi alla scuola del presidente Roberto d’Agnese il prestigioso accreditamento Unesco.
L’edizione 2015 del ‘Gran Bal Trad’ si conferma appuntamento imperdibile dell’estate musicale italiana portando a Torino i più grandi nomi delle musica popolare internazionale. Nella precedente edizione sono stati più di duecento gli insegnanti e gli artisti provenienti da tutta Europa che si sono cimentati in atelier di danza e di strumento, concerti serali e numerose conferenze a tema. Quest’anno l’organizzazione non sarà da meno: sono già stati mobilitati più di cento volontari che si occuperanno di assicurare a tutti i visitatori i servizi indispensabili per un’accoglienza indimenticabile.
Ad accompagnare i ragazzi della Scuola di Tarantella Montemaranese ci sarà un’altra eccellenza irpina che ha calcato i palcoscenici di mezzo mondo: il grande fisarmonicista Carmine Ioanna. Un ragazzo partito giovanissimo dal piccolo paesino irpino di Ponteromito che in questi anni si è imposto come uno dei migliori fisarmonicisti jazz al mondo. Fra le sue prestigiose collaborazioni, ci sono quelle con il trombettista internazionale Luca Aquino e col musicista attore Rocco Papaleo. Ioanna si esibirà nella serata di domani, un appuntamento da non perdere assolutamente.


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Roma non merita essere messa sotto scacco dalla malavita e da amministratori infedeli che non hanno il rispetto pubblico, Marino si dimetta ovunque si presenta è contestato, anche ai funerali..

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